“I dati emersi dallo studio del Prof. Zivadinov non smentiscono il lavoro del Prof. Zamboni… Supportano invece fortemente che la CCSVI è a pieno diritto da inserirsi, in un’idea di multifattorialità accettata da tutti gli scienziati, fra i fattori causativi della sclerosi multipla”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa diffuso oggi dalla Fondazione Hilarescere.
“CCSVI – prosegue il comunicato – è a pieno diritto da considerarsi fra i fattori causativi della SM essendo stato riscontrato nel 60% delle forme pediatriche di sclerosi multipla (SM) ed in quasi il 40% delle persone con Sindrome Clinicamente Isolata (Cis). Evidentemente è difficile considerare la CCSVI una conseguenza della SM quando addirittura è presente nella maggior parte delle forme pediatriche”.
E’ questa la “chiave di lettura diversa” che propone la Fondazione Hilarescere, “la Fondazione che con il Professor Paolo Zamboni, il Dottor Fabrizio Salvi e il Dottor Roberto Galeotti porta avanti la ricerca sulla CCSVI”, in merito allo studio pubblicato i giorni scorsi su Neurology da Robert Zivadinov e colleghi dell’Università di Buffalo (UB), che in un comunicato stampa ufficiale UB riferito ai dati dello studio in questione avevano anzavato l’ipotesi che “la CCSVI può essere una conseguenza, non la causa, della sclerosi multipla”, sottolineando inoltre che “anche se i dati possono suggerire una associazione fra SM e CCSVI, tale associazione non implica causalità” (vedere articolo di BrainFactor del 18/4/2011).
Ma, secondo Hilarescere, “i dati pubblicati erano già stati resi noti nel 2010 e allora considerati dati confirmatori” e “convergono con quelli presentati il 14 aprile del 2010 al Live Web Forum a Toronto, organizzato dalla National MS Society e a cui hanno partecipato il Prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro Malattie Vascolari dell’Università di Ferrara e scopritore della CSSVI, il Dott. Robert Zivadinov dell’Università di Buffalo, Il Dott. Andrew Common, radiologo del St. Michael’s Hospital dell’Università di Toronto, e il Dott. Aaron Miller, professore di Neurologia e Direttore del MS Center at Mount Sinai a New York; in occasione del live web forum, seguito in diretta nei 5 continenti da medici e pazienti, sia questi 4 esperti che gli scienziati in sala avevano considerato lo studio di Buffalo come uno studio di conferma, ed anzi l’analisi dei dati aveva portato ad affermare che la CCSVI fosse anche un fattore prognostico negativo nel decorso della SM”.
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Mi trovo completamente in accordo con questa interpretazione. Nel mio piccolo avevo postato esattamente un’interpretazione di questo genere domenica, contestando il taglio che l’AISM voleva dargli. Bastava leggere i dati e non solo la conclusione (peraltro posta all’inizio). Ritengo incomprensibile (o compernsibilissima…) la posizione delle associazioni storiche della SM.
La CCSVI, per me, è una nuova patologia di malattie multiple, causata dalla cattiva o pessima circolazione del sangue, dalla testa al cuore che, nel tempo, insieme a intossicazione sangue, determina malattie varie e la SM, come malattia multipla, rientra nella CCSVI, anche perché la stessa altro non è che la somma dei due acronimi, CVI + CS, cioè insufficienza cronica vene (vene varicose gambe) + cerebro spinale (cioè, vene varicose, formatesi nella zona testa, collo, torace, spina dorsale e cuore), quindi, pericolo per cervello e sistema nervoso: malattie multiple.