Premio Golgi 2009 assegnato oggi a Washington all'italiana Cristina Alberini (nella foto) “per i brillanti risultati raggiunti nello studio dei meccanismi della memoria”. Riservato a scienziati distintisi nella ricerca biomedica, l'importante riconoscimento è stato conferito dall'Ambasciatore italiano in USA Giulio Terzi, come riporta una nota stampa dell'Ambasciata.
La cerimonia si è svolta durante il simposio “Global Health: The Latest Complex Challenges” organizzato in collaborazione con l'Organizzazione Pan Americana per la Salute (PAHO), l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), la Delegazione della Commissione Europea a Washington e il NIAF Frank J. Guarini Public Policy Forum: al centro degli incontri la riforma del sistema sanitario USA e la pandemia H1N1, oltre ai temi della comunicazione scientifica e della legislazione in campo medico; il simposio è stato aperto dall’Ambasciatore d’Italia a Washington Giulio Terzi e ha visto la partecipazione del Sottosegretario americano alla Sanità, Nicole Lurie, e dei vertici del National Institutes of Health (NIH).
Chi è Cristina Alberini. Laureatasi in Scienze biologiche all’Università di Pavia con il prof. Alberto Ugazio, ha conseguito un dottorato di ricerca in Scienze immunologiche all’Università di Genova. Ha poi condotto una tesi di ricerca presso il Dana Farber Cancer Institute della Harvard Medical School di Boston. Dai primi anni 90 si dedica agli studi sulla memoria, prima con Eric Kandel alla Columbia University di New York, poi presso l'Università di Brescia. Nel 1997 diventa Assistant Professor al Dipartimento di Neuroscienze della Brown University e nel 2001 al Dipartimento di Neuroscienze della Mount Sinai School of Medicine di New York, dove nel 2004 è nominata Associate Professor. Numerosi gli studi pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali.
Cristina Alberini sarà al Festiva della Scienza di Genova il 29 ottobre, alle 18:00, presso l'Aula Polivalente San Salvatore di Piazza Sarzano, per una conferenza sul tema “Memoria: il nostro passato fragile e dinamico”.































