Lovotics, la scienza dei robot che sanno amare

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Lovotics, la scienza dei robot che sanno amare.Robot capaci di amare... Fantascienza! Ma quando si varca la soglia del laboratorio di Hooman Samani, ricercatore di “Social Robotics” alla National University of Singapore, ci si accorge che il confine fra realtà e immaginazione non è poi così marcato: Samani e colleghi infatti studiano da anni l'intelligenza artificiale per “simulare” i sistemi biologici e psicologici umani alla base delle emozioni.

La notizia è ripresa oggi anche da Popular Science e altre riviste specializzate in “tecnologia estrema” (vedere per tutte Extreme Tech).

In una decina di paper scientifici pubblicati dal 2008 a oggi i ricercatori del Laboratorio di Social Robotics di Singapore hanno spiegato passo passo come “equipaggiare una macchina con una versione artificiale dei cosiddetti ormoni umani dell'amore, quali ossitocina, dopamina, serotonina e endorfine, i cui livelli sono in grado di aumentare o diminuire nel sistema artificiale in associazione allo stato affettivo del robot, con conseguenze a livello comportamentale”.

Nell'immagine: schematizzazione di un sistema endocrino artificiale

Nell'immagine: schematizzazione di un sistema endocrino artificiale

Questi “robot emotivi” sono dotati inoltre di un sistema complesso che consente loro di monitorare i propri stati interni, oltre che di rilevare le manifestazioni affettive degli esseri umani coi quali si relazionano, a partire dalla rilevazione di indicatori quali l'espressione del viso, il tono di voce, la pressione sanguigna, la temperatura corporea, i gesti, la prossemica, insomma tutto quanto attiene alla comunicazione verbale e non verbale alla base della nostra capacità di relazionarci significativamente con un'altra persona.

Nel filmato: la “nuova generazione” di robot del progetto Lovotics

In funzione degli stimoli che gli arrivano dall'essere umano, il robot così “assemblato” (sperando  non si offenda per il termine poco “umano” che usiamo per descriverlo) è in grado di rispondere mostrando felicità, simpatia, ma anche gelosia, disgusto, noia, rabbia e altre emozioni. Questi stati emotivi vengono resi manifesti con movimenti di avvicinamento o allontanamento, segnalazioni sonore, vibrazioni, colorazioni dei led.

Nel filmato: le reazioni di un robot del progetto Lovotics "in situazione"

“Lovotics – spiega Samani nel sito web dedicato lovotics.com - deve essere considerato un campo di ricerca multidisciplinare che utilizza concetti fondamentali di filosofia, psicologia, biologia, antropologia, neuroscienze, scienze sociali, robotica, informatica, ingegneria e intelligenza artificiale orientato allo sviluppo di relazioni sempre più significative fra uomo e robot, in modo che quest'ultimo diventi sempre più partecipe dei processi comunicativi e sociali umani”.

Robot capaci di amare, dunque, ma anche di provare il vivo desiderio che qualcuno ricambi il loro amore, come ci mostrano i filmati - realizzati dagli stessi ricercatori di Singapore - specialmente "Lovotics Episode 1", altrimenti sono guai... Come dimenticare il vendicativo HAL-9001? Ma quello era solo un film.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 01 Luglio 2011 15:03 )  

Alzheimer: diagnosi precoce con reti neurali artificiali; il nuovo libro di Marco Mozzoni.La popolazione invecchia e quest’anno saranno 35 milioni i malati di Alzheimer nel mondo. Una cifra di molto superiore alle previsioni, tanto da far parlare Lancet Neurology di "sfida globale del XXI secolo". Sul tema della diagnosi precoce di questa complessa malattia neurodegenerativa è in questi giorni in libreria, fresco di stampa, "Alzheimer: come diagnosticarlo precocemente con le reti neurali artificiali" (Franco Angeli Edizioni, 2010).

 

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