“Dall’impatto del Radon alla previsione futura: le diverse sfumature della radioattività ambientale” di Nicola Trucco (nato nel 2009) della Scuola Germanica di Genova. “Luxemia: sistema di supporto decisionale clinico basato sull’intelligenza artificiale per l’ottimizzazione del trattamento della leucemia pediatrica” di Jacopo Martelli (2008) del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma. “PlantLeaf: parola alle piante” di Abdoellah El Makkaoui (2010), Frida Tirari (2009), Tommaso Vaninetti (2009) del Liceo Aeronautico Antonio Locatelli di Bergamo.
Sono i tre progetti dei cinque giovanissimi italiani (nell’immagine FAST) che hanno rappresentato il nostro Paese a Kiel in Germania dal 22 al 27 settembre alla 36ma edizione di EU Contest for Young Scientists (EUCYS 2026) ottenendo importanti riconoscimenti fra i 96 progetti finalisti presentati da 146 studenti provenienti da 37 Stati.
Jacopo parteciperà a uno stage di medicina al Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares (CNIC) Carlos III di Madrid; Nicola vince un EUROforum prize ed è atteso all’Institut Laue-Langevin (ILL) di Grenoble; Frida, Tommaso e Abdoellah rappresenteranno l’Unione Europea al Regeneron ISEF di Los Angeles il prossimo maggio.
“I tre progetti dei cinque studenti italiani erano risultati i migliori a livello nazionale ed erano stati selezionati dalla Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche (FAST) con il concorso I giovani e le scienze 2026, riconosciuto dal Ministero dell’istruzione e del Merito nel Programma per la valorizzazione delle eccellenze Io Merito”, sottolinea con una punta di orgoglio il segretario generale FAST Alberto Pieri.
“Nicola – spiega Pieri – mentre misurava la radioattività di fondo per confrontarla con quella emessa da alcuni oggetti, si è accorto che il valore di tale radiazione varia in modo significativo nel tempo; questa osservazione suscita la sua curiosità e lo spinge a cercare di capire meglio l’origine di tali variazioni; da qui l’idea di sviluppare il progetto sul Radon”.
“Jacopo – aggiunge – parte dalla consapevolezza che oggi la leucemia pediatrica si cura nell’80-90% dei casi; ma quando si verifica una ricaduta, la sopravvivenza può scendere sotto il 30%; una delle principali difficoltà è riuscire a identificare, già al momento della diagnosi, i pazienti maggiormente a rischio, perciò ha fondato Luxemia, un sistema di intelligenza artificiale per la predizione della ricaduta nelle leucemie acute pediatriche, ALL e AML”.
“Il progetto di Tommaso, Frida e Abdoellah – conclude – nasce dalla lettura di un articolo sui potenziali d’azione all’interno delle piante: incuriositi, provano a replicare gli esperimenti riportati dalla rivista costruendo l’apparecchiatura necessaria, scoprendo che le piante emettono dei veri e propri suoni; uno studio recentissimo spiega che questi sono indici dello stato fisiologico di una pianta, così proseguono lo sviluppo di una apparecchiatura sia hardware che software indipendente e accessibile”.
Immagine fornita gentilmente da FAST

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