ER, servono neurologi d’urgenza

ER, servono neurologi d'urgenzaIl tasso di mortalità a 30 giorni è pari al 50% per ematomi intracerebrali, al 29% per traumi cranici, al 20% per casi di epilessia; inoltre, il 50% delle emorragie subaracnoidee sarebbero fatali. Per questo – sostiene Kathlyn Stone su Lancet – anche la presenza di neurologi nelle “Emergency Room (ER)” risulta decisiva nel salvare vite umane (Stone K, When seconds count: tackling neurological emergencies, Lancet Neurology, August 2009).

I dati citati, riportati nell’ultimo numero di Lancet Neurology, sono frutto del lavoro continuativo di ricerca e di collaborazione fra 17 università americane e una vasta rete di ospedali dislocati sul territorio statunitense che costituiscono il Neurological Emergencies Treatment Trials Network (NETT) diretto da Bill Bartan.

Ma a livello europeo l’intensificazione della presenza di neurologi nella medicina d’urgenza era già stata sollecitata in passato da uno studio di Thierry Moulin – fondatore di Réseau d’Aide au Diagnostic et aux Soins des Urgences Neurologiques de Franche-Comté (RUN-FC) – che in Francia nel 2003 per la prima volta quantificava il fenomeno: nell’anno preso in esame, “su 11.421 emergenze neurologiche, circa un terzo delle diagnosi effettuate dal team medico d’urgenza è risultato sbagliato”; non solo: sempre secondo Moulin, “i neurologi avrebbero completamente stravolto la diagnosi iniziale nel 52,5% dei casi da loro rivalutati, pari comunque al solo 14,7% di quelli complessivamente diagnosticati in emergenza” (Moulin T, Impact of Emergency Room Neurologists on Patient Management and Outcome, European Neurology 2003).

In altre parole, servono più neurologi al pronto soccorso. Per rispondere alla domanda, sia in USA che in Europa sono state attivate negli ultimi anni delle vere e proprie organizzazioni di “neurologi a chiamata”, disponibili 24 ore su 24, sette giorni la settimana, sia “fisicamente” sia in telemedicina. Un esempio nel vecchio continente è sicuramente RUN-FC, il network creato dallo stesso Moulin, che interviene su “emergenze neurologiche” principalmente nei casi di ictus e di traumi cranici. Negli Stati Uniti invece Specialists on Call (SOC), fondata nel 2005 dal “neuro-intensivista” Colin McDonald, si occupa di tutti i quadri neurologici possibili, ma con un servizio basato sulla telemedicina. Allo stesso tempo gli ospedali più all’avanguardia si stanno attrezzando con tecnologie innovative, come RP-7, robot dislocati dal 2007 presso un network di ospedali americani che fanno capo alla University of Louisville, che assicurano la presenza “virtuale” dello specialista al pronto soccorso, al bisogno…

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