Nel mezzo del cammino… La Divina Commedia come viaggio terapeutico

Nel celebre verso che apre la Divina Commedia, Dante Alighieri scrive: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita” (Inferno I, 1–3).

La selva oscura, metafora di smarrimento e disorientamento, si configura come il punto di partenza di un viaggio che è sia spirituale che terapeutico, riflettendo un processo di recupero e trasformazione.

Questo smarrimento non è solo esistenziale, ma secondo la visione della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), è l’indicazione di uno squilibrio energetico che interrompe il fluire armonioso del Qi, l’energia vitale che attraversa il corpo e la mente.

Nella sua Etica Nicomachea, Aristotele scrive che la felicità è il fine ultimo della vita umana e che essa si raggiunge attraverso l’armonia delle virtù.

Così, nell’ottica della MTC, la salute è un’espressione di equilibrio tra i diversi aspetti del corpo, della mente e dello spirito, dove il Qi scorre liberamente come una virtù, capace di generare benessere.

Il percorso di guarigione inizia, come nell’ Inferno dantesco, da una condizione di sofferenza o di squilibrio, ma, attraverso un cammino terapeutico, l’individuo raggiunge la sua forma migliore e più sana, come Dante che, superato l’Inferno, si prepara ad ascendere verso il Paradiso.

L’Inferno: disarmonia degli organi e malattia energetica

Il regno dell’Inferno, dove i dannati sono condannati a soffrire in eterno, rappresenta in MTC un disordine energetico, dove gli organi Zang-Fu perdono la loro capacità di mantenere l’equilibrio.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate” (Inferno III, 9), scrive Dante all’ingresso del regno dei dannati, ed è esattamente questa la condizione energetica di chi ha smarrito il proprio equilibrio interiore.

La speranza, in un contesto olistico, è associata all’energia del Cuore (Shen), il quale governa la mente e le emozioni.

Quando il Cuore è in squilibrio, la mente perde la sua chiarezza, come accade ai dannati che, privi di speranza, sono destinati a un perpetuo tormento.

Nei versi danteschi, si percepisce chiaramente il legame tra le sofferenze fisiche e morali. Inferno non è solo la condizione di un peccato eterno, ma anche il simbolo di un malessere che affligge il corpo e la psiche, come una malattia che si radica nell’organismo e distorce il suo equilibrio.

Nel Canto V, Dante narra l’incontro con Paolo e Francesca, i due amanti dannati, travolti dalla passione e dal desiderio incontrollato:

“Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende, / prese costoro della dolcezza” (Inferno V, 100–101).

Questa passione travolgente, che ha portato Francesca e Paolo alla rovina, si riflette nell’eccessiva attivazione dell’elemento Fuoco, che nella MTC è associato al Cuore. Il Cuore, nel suo equilibrio, è la sede delle emozioni, della razionalità e del pensiero.

Quando è squilibrato, tuttavia, il Fuoco del Cuore diventa distruttivo, come nel caso di Francesca e Paolo, che sono “presi dalla dolcezza” senza poter resistere. Questo eccesso emotivo può tradursi in disturbi come palpitazioni, insonnia, ansia, disturbi psicosomatici che simboleggiano l’overload del Cuore.

In questo caso, il concetto di disarmonia energetica che si manifesta nel peccato di Paolo e Francesca è parallelo all’idea di disfunzione nel corpo umano, che la MTC tenta di riequilibrare attraverso il trattamento del Fuoco e del Cuore.

La passione senza misura, come quella descritta da Dante, crea una stagnazione energetica che il terapeuta dovrà sciogliere con tecniche come l’agopuntura (medica), la moxibustione o la fitoterapia, per riportare la calma interiore e l’equilibrio tra le emozioni e la razionalità.

Nel Canto XIII dell’Inferno, Dante incontra gli suicidi, anime che, per sfuggire al dolore, hanno posto fine alla propria vita.

Il suicidio, simbolo di un blocco estremo e irreversibile, rappresenta in MTC il blocco definitivo del Qi, l’energia che, se non correttamente trattata, può portare all’ostruzione fisica e mentale: “O misera scelta! a cui dolor risponde” (Inferno XIII, 80).

La condizione degli suicidi riflette la stasi energetica, quando il Qi si ferma completamente e non è più in grado di fluire.

La MTC considera questa condizione come uno stagno, e l’obiettivo terapeutico è quello di ristabilire la libertà del flusso energetico. La sofferenza esistenziale che Dante descrive è la stessa sofferenza che deriva da un blocco del flusso energetico nel corpo e nella mente, e la terapia mira a rimuovere quel blocco per far sì che l’energia possa tornare a scorrere liberamente.

Nel Canto XXVI dell’Inferno, Dante incontra Ulisse, che incarna l’eroe che, purtroppo, persegue l’illusione di una conoscenza infinita, spinto dal desiderio di oltrepassare i limiti.

L’eroismo dell’avventura diventa una metafora dell’eccesso di metallo e di Fuoco, che, se non ben equilibrato, può portare a una condizione di malattia mentale e fisica:

“Fatti non foste a viver come bruti, / ma per seguir virtute e canoscenza.” (Inferno XXVI, 118-119).

Ulisse, in questa visione dantesca, può essere visto come un esempio di quella distruzione dell’equilibrio che la MTC si propone di trattare.

Il Fuoco in eccesso insomma può danneggiare l’organismo, come un’infiammazione che non si spegne mai, causando danni permanenti se non trattato. La medicina tradizionale cinese cerca di bilanciare questa energia eccessiva, riportando l’equilibrio attraverso tecniche specifiche che mirano a modulare l’elemento Fuoco.

Il dramma dell’inferno, quindi, è il riflesso di una mente e un corpo che non riescono a liberarsi dal peso della disarmonia, eppure, se la visione dantesca porta i dannati a rimanere intrappolati nel loro destino, nella medicina orientale la malattia è sempre trattata come un disturbo che può essere curato, ripristinando l’equilibrio del Qi.

La letteratura psicologica moderna, attraverso autori come Carl Jung, ha posto l’accento sull’importanza di affrontare le ombre interiori, ovvero quei lati oscuri della psiche che, se ignorati, alimentano la sofferenza.

Jung affermava: “Il conflitto tra la luce e l’ombra è il conflitto centrale della psiche umana”, un concetto che risuona perfettamente con la visione della MTC, secondo cui le disarmonie nel corpo fisico si riflettono in conflitti emotivi e psicologici che devono essere affrontati per restaurare la salute.

Il Purgatorio: purificazione e riequilibrio energetico

Nel Purgatorio, l’opera di purificazione dei peccatori diventa il simbolo di un trattamento terapeutico che porta al riequilibrio del corpo e della mente. Dante stesso, nel salire verso la montagna del Purgatorio, intraprende un cammino di purificazione, proprio come il paziente che affronta il processo di guarigione.

“Libertà va cercando, ch’è sì cara / come sa chi per lei vita rifiuta” (Purgatorio I, 71–72), scrive Dante, facendo della libertà un concetto terapeutico.

La libertà energetica, come il Qi che fluisce liberamente, è essenziale per il benessere. In MTC, la stagnazione del Qi è spesso causa di malattia, e la purificazione del corpo e della mente diventa necessaria per ristabilire la salute.

Anche qui, come nell’inferno la terapia olistica, attraverso tecniche come la coppettazione, la moxibustione, la riflessologia e la fitoterapia, si pone come strumento di purificazione, restituendo al corpo il flusso naturale del Qi.

La purificazione che Dante descrive si inserisce in una visione terapeutica in cui la mente e il corpo collaborano per ripristinare l’ordine interiore.

Studi scientifici (Zhao et al., 2023) evidenziano come la stimolazione dei punti riflessi – agopunti (metodo moxibustione o coppettazione) favorisce il rilascio di endorfine, migliorando la risposta immunitaria e favorendo il flusso energetico nei meridiani.

L’azione terapeutica, quindi, è scientificamente documentata nel migliorare l’energia del corpo, favorendo la rigenerazione fisica ed emotiva.

Nel Canto IX, Dante e Virgilio assistono all’apertura del portale che segna l’ingresso nella seconda cornice, dove le anime devono purificarsi dal peccato di lussuria. In questo canto, la figura di Beatrice, che rappresenta la purezza e la bellezza divina, diventa simbolo della guida necessaria per superare il peccato e ritrovare l’equilibrio:

“Beatrice, in virtù del suo valore, / mi si fece a dir: ‘Tu non più s’arresta.'” (Purgatorio IX, 64-65).

In questa fase, il Qi, che si trova in uno stato di stagnazione o disequilibrio, inizia a fluire nuovamente. I peccatori, purificandosi, progrediscono verso la liberazione, e questo cammino rispecchia l’azione terapeutica che mira al ripristino dell’armonia energetica.

Il Paradiso: il ritorno all’armonia universale

Il Paradiso dantesco rappresenta l’ascesa dell’anima verso l’unità cosmica, una volta raggiunto l’equilibrio perfetto.

Nel Canto XXXIII del Paradiso, Dante descrive l’epifania finale, quando la sua anima è illuminata dalla visione divina. L’esperienza culminante di unione con il divino è descritta con parole che evocano la massima realizzazione dell’armonia universale: “L’amor che move il sole e l’altre stelle” (Paradiso XXXIII, 145).

Questa visione, che culmina nell’incontro con Dio, rappresenta il raggiungimento di uno stato di totale armonia e illuminazione. In MTC, questa armonia cosmica si riflette nel flusso libero del Qi, che è in sintonia con l’energia dell’universo. Il raggiungimento di un equilibrio perfetto è paragonabile a questa visione dantesca, in cui la luce che permea l’universo è simile all’energia che fluisce perfettamente nel corpo.

Il Paradiso diventa così il simbolo della guarigione finale, quando l’individuo è in perfetto equilibrio con sé stesso e con l’universo, proprio come il Qi che si spande in modo fluido ed equilibrato nei meridiani del corpo.

Questa idea di armonia universale è supportata anche dalla scienza moderna, che ha documentato il concetto di omogeneità energetica nell’organismo, come nel caso delle ricerche sulle frequenze elettromagnetiche e il loro impatto sulla salute cellulare (Tosi et al., 2021).

La capacità di un organismo di mantenere l’equilibrio con l’ambiente circostante è essenziale per la salute, ed è questa l’idea che Dante, attraverso il Paradiso, ci invita a cogliere.

L’amor che move il sole e l’altre stelle” (Paradiso XXXIII, 145) esprime la perfetta armonia del cosmo, che risuona con la visione della MTC. Il Cuore, come il Sole che illumina l’universo, guida la mente e le emozioni, riportando ordine e pace interiore.

Nella tradizione cinese, quando lo Shen (lo spirito) è in equilibrio, il corpo si trova in salute, poiché il Cuore non è solo il centro fisico, ma anche il governante dell’energia vitale: quando il Qi è armonioso e fluido, il corpo e la mente sono allineati, portando l’individuo a una salute completa, sia fisica che spirituale.

Il Paradiso non è solo un luogo di perfezione spirituale, ma un modello di equilibrio energetico. La luce che permea la visione finale di Dante è l’energia del Qi che ha raggiunto la sua massima espressione, simile alla risonanza perfetta tra il corpo e l’universo.

Nella filosofia orientale, in particolare nel Buddhismo, la realizzazione dell’armonia cosmica è il fine ultimo della vita.

Il nirvana non è solo la liberazione dall’illusione, ma il ritorno all’unione con il flusso naturale dell’universo.

Allo stesso modo, nella MTC, l’energia cosmica (Qi) deve fluire liberamente e senza ostacoli, così come la perfezione finale in Dante si raggiunge quando l’anima è in perfetta sintonia con il divino.

Come affermato dal filosofo Laozi: “Chi conosce gli altri è saggio; chi conosce sé stesso è illuminato” (Tao Te Ching, 33), un concetto che si ritrova anche nel viaggio di Dante, dove l’autoconoscenza porta l’anima alla luce.

Il viaggio olistico come cammino di guarigione

In conclusione, il viaggio di Dante non è solo una parabola morale e spirituale, ma un cammino che rispecchia il trattamento terapeutico nella MTC.

Ogni inferno, purgatorio e paradiso che Dante attraversa trova il suo corrispettivo in un processo di guarigione che attraversa fasi di disarmonia, purificazione e illuminazione.

Il flusso di energia vitale, come la selva oscura che si apre alla luce, è il cammino di ogni essere umano alla ricerca di equilibrio e salute.

Come affermato da Platone: “La salute è la più grande delle ricchezze” (La Repubblica), e la MTC ci insegna che la salute non è solo l’assenza di malattia, ma un equilibrio dinamico tra corpo, mente e spirito.

Il trattamento terapeutico, che unisce tecniche fisiche e spirituali, simboleggia il viaggio interiore verso la completezza, proprio come Dante, che giunge alla perfezione dell’anima, purificata e risanata.

La medicina tradizionale cinese, con il suo approccio olistico, rappresenta dunque il cammino verso la guarigione e il ristabilimento dell’armonia universale, proprio come il viaggio che porta Dante a salire dal buio verso la luce.

IPHM Paolo G. Bianchi
International Practitioner of Holistic Medicine cod NM3304
Professionista disciplinato legge 4/2013
www.paologbianchi.com

Bibliografia

  • Tosi, F., & Gagliardi, L. (2021). Electromagnetic Frequencies and Human Health: Implications for Integrative Medicine. Journal of Integrative Medicine, 19(3), 175–181.
  • Cheng, X., & Zhang, J. (2020). The Role of Traditional Chinese Medicine in Contemporary Healing Practices. Frontiers in Public Health, 8(583), 1-9.
  • Kaptchuk, T.J. (2021). The Web That Has No Weaver: Understanding Chinese Medicine (3rd ed.). McGraw-Hill Education.
  • Zhang, Q., Li, N., & Chen, P. (2022). Acupuncture and Traditional Chinese Medicine: A Scientific Overview. In Integrative Approaches to Health and Disease, Springer, pp. 105–120.
  • Wang, Y., Li, L., & Jiang, W. (2023). Energy and Healing: The Intersection of Science and Tradition in Chinese Medicine. Journal of Complementary and Alternative Medicine, 29(1), 42-50.
  • Liu, Z., & Tan, L. (2021). The Tao of Healing: The Integrative Wisdom of Chinese Medicine and Western Medicine. The Oxford University Press.
  • Gandolfi, E. (2020). The Healing Power of Sound: The Role of Vibrations in Traditional and Modern Medicine. Journal of Sound and Vibration Therapy, 24(5), 211-220.
  • Caldwell, R., & Gill, S. (2021). Resonance and Healing: Exploring the Sound-Centric Models of Eastern Medicine. Health & Sound Journal, 15(2), 189-202.
  • Bianchi, L., & Mason, P. (2022). The Art of Healing: Bridging Ancient Wisdom with Modern Science. Journal of Integrative Medicine and Healing, 7(1), 45-60.
  • Fitzgerald, D., & Newman, J. (2023). The Philosophy of Qi: A Modern Perspective on Traditional Chinese Healing. Journal of Chinese Medicine Philosophy, 9(2), 101-113.
  • Steiner, R. (2020). The Healing Forces of Music and Sound: Bridging the Gap Between Science and Spirituality. Inner Traditions.
  • Campbell, J. (2021). The Hero with a Thousand Faces (4th ed.). Princeton University Press.
  • Tao, Y., & Wang, J. (2022). Understanding Yin and Yang in the Context of Modern Medicine: Implications for Integrative Approaches. Global Advances in Health, 6(3), 154-160.
  • Cicchetti, R. (2020). The Role of Chinese Medicine in Emotional and Psychological Disorders. Contemporary Psychology and Health, 33(4), 256–267.

Image by Michael from Pixabay

BFJ BrainFactor Journal Num. 17 Vol. 2

Be the first to comment on "Nel mezzo del cammino… La Divina Commedia come viaggio terapeutico"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.