LONDRA – E’ iniziato alle 2 pm ora locale in Covent Garden. Proseguirà fino a sera. Si chiama K-Day. Gratis cibo e bevande per tutti. Ma non è un rave party… Il Ketamina Day, quest’anno alla sua prima edizione, è un evento singolare organizzato dall’University College di Londra (UCL) per informare i giovani della “city” sugli effetti della ketamina sul cervello. E anche per promuovere in modo brillante i lavori dei suoi ricercatori…
L’evento cade proprio in occasione della pubblicazione su Addiction di uno studio longitudinale sulla ketamina, il primo nel suo genere, condotto da Clelia Morgan e Valerie Curran, ricercatori in forza all’UCL (Morgan C. et al., Consequences of chronic ketamine self-administration upon neurocognitive function and psychological well-being: a 1 year longitudinal study, Addiction 2009).
Risultato? Le persone che assumono frequentemente ketamina soffrirebbero di problemi di memoria a breve termine. Ma… “Tale disturbo non si riscontrerebbe negli utilizzatori sporadici e negli ex-utilizzatori, suggerendo che i deficit di memoria possono scomparire dopo l’interruzione dell’assunzione della sostanza”, sottolinea il comunicato stampa UCL.
La ketamina (K o Special K), antagonista del recettore N-metil D-aspartato (NMDA), è noto per indurre effetti simil-psicotici. Ancora poco conosciuti sono gli effetti dell’assunzione a lungo termine della sostanza.
Nello studio, finanziato dall’Economic and Social Research Council (ERSC) britannico, una coorte di 150 soggetti è stata seguita per un anno, per studiare se cembiamenti nel loro utilizzo di ketamina potesse predire cambiamenti nel loro benessere psicologico, sulla memoria e concentrazione. Tra questi, 30 stavano assumendo grandi quantità di ketamina quotidianamente, 30 l’assumevano sporadicamente (una o due volte al mese), 30 erano ex utilizzatori, 30 utilizzavano altre sostanze oltre la ketamina, 30 non facevano uso di alcuna sostanza.
Gli autori hanno condotto test cognitivi neuropsicologici sui soggetti all’inizio dello studio e dodici mesi dopo, riscontrando problemi nei soli utilizzatori “pesanti” di ketamina: in particolare, la memoria a breve termine di questi soggetti sarebbe peggiorata nel corso dell’anno proporzinalmente all’aumentato uso della sostanza.
Al contrario, gli utilizzatori sporadici di ketamina e gli ex utilizzatori mostravano risultati analoghi al gruppo di controllo (non assuntori): ciò suggerisce – spiegano gli autori – che “l’uso occasionale di ketamina non porta danni a lungo termine a livello delle funzioni cognitive” e che “una volta smesso si può assistere a un recupero delle stesse”.
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