Per dare un senso al mondo odierno non è possibile trascurare la teoria delle reti, perché questa sembra essere in grado di spiegare altrettanto adeguatamente il funzionamento del cervello, i cambiamenti sociali nell’era di Facebook, l’andamento dell’economia globale, nell’ottica dei “sistemi complessi”. Lo sottolinea il New Scientist, indicando la network theory fra gli argomenti “must” del 2012.
La teoria delle reti analizza le relazioni simmetriche ed asimmetriche tra oggetti discreti, cioè dotati di parametri definiti che ne descrivono le dimensioni. Questa teoria ha applicazioni in molte discipline, fra le quali gran uso ne fanno la statistica, la fisica delle particelle, l’informatica, la biologia, l’economia e la sociologia.
Ma quali sono le caratteristiche che rendono efficace una rete? Le reti biologiche, quali sono gli organismi ad esempio, sono capaci di reggere agli stress fino ad un punto, definito punto critico, oltre il quale l’organismo entra in uno stato di “malattia”. In ambito neuroscientifico, il punto critico può essere influenzato dal numero di connessioni della rete neurale: osservazione che ha dato il “la” allo Human Connectome Project, finalizzato a mappare le reti che strutturano il nostro cervello per meglio comprenderne il funzionamento (vedere articolo di BrainFactor: “Cervello, il segreto è nella rete”, 30/12/2011).
Ma le dimensioni della rete contano fino a un certo punto… Se per metafora pensiamo a una rete da pesca, ben presto ci rendiamo conto che la sua efficacia non sta tanto o soltanto nelle sue dimensioni, ma anche e soprattutto in quanto risultano fitte e compatte le maglie che la compongono e quanto sono “forti” le loro connessioni.
Le reti generate dalle attività umane, come nel caso dell’economia, non sembrano seguire le “leggi” della selezione naturale e, in caso di un forte sconvolgimento, come la crisi che stiamo attraversando, possono collassare. Almeno così dice Peter Aldhous del New Scientist. In ambito sociale, ciò che più assomiglia alla nostra rete da pesca è proprio Facebook, il social network che nel prossimo anno potrebbe toccare il miliardo di utenti.
E’ curioso e significativo sapere che la macchina da cui “emerge” Facebook, allo scopo dichiarato di migliorare le personalizzazioni delle pagine, è dotata di algoritmi in grado di riconoscere quali sono le connessioni fra gli utenti dotate di maggiore “forza” di rete.
Il segreto per avere risposte alle domande epocali che ci troviamo oggi ad affrontare forse è nascosto nella rete. Non possiamo che augurarci allora che, seguendo il filo di Arianna delle diverse “connessioni”, proprio come fece Teseo, riusciremo nel 2012 a sopravvivere al Minotauro e ad uscire da questo redivivo labirinto di Cnosso.
Reference:
- Smart Guide to 2012: The networks that run the world http://www.newscientist.com/special/smart-guide-2012
- Gilardini A., “Cervello, il segreto è nella rete”, BrainFactor 30/12/2011
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