Un tempo i monaci medioevali ricercavano il silenzio, nei monasteri, per avvicinarsi a Dio.
Oggi il silenzio ci spaventa. Quando mai stiamo da soli a non far niente, al netto degli stimoli sensoriali e del logorante rimuginio interiore?
Una ricerca condotta da Preply su un campione di oltre 26.000 persone in 21 paesi ha messo in luce che ai più bastano pochi secondi per percepire il silenzio come “imbarazzante”.
Il Brasile apre la classifica a 5,5 secondi, l’Italia – a pari merito con la Colombia – conquista la medaglia d’argento (6,2), mentre il bronzo va agli Stati Uniti (6,3).
Reggono meglio il “vuoto”, ma parliamo sempre di una manciata di secondi, gli abitanti di Regno Unito (7,1), Austria (7,2), Svezia e Germania (7,3), Paesi Bassi (7,4), Giappone (7,8), Thailandia (8,1).
Tra le generazioni più sensibili, i giovani della c.d. “Gen Z” (quelli nati tra il 1997 e il 2012): ben l’82% di loro, a bocce ferme, cadrebbe infatti nell’imbarazzo totale…

Per approfondire:
https://preply.com/it/blog/silenzio-e-imbarazzante-per-gli-italiani
Foto di Tim Marshall su Unsplash

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