ROMA – Confermata anche per quest’anno la tendenza alla crescita degli immatricolati nei nostri Atenei, peraltro caratteristica dell’ultimo decennio. Lo rivela il Centro Studi Investimenti Sociali (CENSIS) nella Classifica delle Università Italiane 2025-2026, presentata oggi a Roma.
Su scala nazionale si è registrato infatti un +5,3% medio rispetto al 2024, con differenze però significative nelle diverse aree geografiche del Paese: molto bene il Centro Italia (+14%), bene il Sud (+6,1%), benino il Nord-Est (+2%), maluccio il Nord-Ovest (-0,9 per cento).
Le aree disciplinari che vanno per la maggiore nel 2025 sono quella giuridica economica e sociale (35,4% del totale immatricolazioni) e quella delle discipline STEM (28,6%); seguono l’area sanitaria e agro-veterinaria (18,4%; di cui il 67% è rappresentato dall’ambito medico-sanitario e farmaceutico), infine l’area artistica letteraria ed educativa con il 17,6 per cento.

Nel “ranking”, che tiene conto di servizi, borse, strutture, comunicazione, servizi digitali, internazionalizzazione, occupabilità, tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti), sul podio l’Università di Padova con un punteggio complessivo di 90,3, seguita dall’Università di Bologna (87,7) e dall’Università di Pisa (84,7).
Tra i grandi atenei statali (tra 20.000 e 40.000 iscritti), prima l’Università della Calabria (94,3), seconda l’Università di Pavia (90,2), terza l’Università di Perugia (89,3). Tra i medi (tra 10.000 e 20.000 iscritti), Trento a 93,7, Udine e la Politecnica delle Marche a pari merito con 92,2 punti. Tra i piccoli (fino a 10.000 iscritti) oro a Camerino (96,0), argento a Cassino (89,0), bronzo alla Tuscia (88,3).
Classifica speciale per i Politecnici, che vedono il “Poli” di Milano guidare la classifica a 98,8 punti, seguito da Torino a 92,5 e dallo IUAV di Venezia a 86,7.
Il testo integrale del rapporto (pdf) è consultabile liberamente a questo link:

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