Se il creato segue un principio estetico

Con questa breve lettera non voglio argomentare una tesi ma illustrare gli esiti di un’ipotesi. L’ipotesi che il creato e nel particolare il nostro universo, tra i tanti possibili, sia guidato internamente da un principio estetico. L’apparenza e la bellezza sono quelle che alla fine dei giochi, nella nostra vita quotidiana, devono presentarsi a noi, fatti a immagine e somiglianza del creatore, come condizione di possibilità della nostra vita. Senza bellezza e apparenza semplicemente non sapremmo di fronte al creato e al mondo regolarci in alcun modo.

Parole chiave: Principio estetico, Creazione, Umanità

With this brief letter, I do not intend to argue a thesis but rather to illustrate the outcomes of a hypothesis. The hypothesis is that the created world, and in particular our universe, among the many possible ones, is internally guided by an aesthetic principle. Appearance and beauty are what, in the end, in our daily lives, must present themselves to us, made in the image and likeness of the Creator, as the condition of possibility for our life. Without beauty and appearance, we would simply not know how to orient ourselves before the created world and the universe in any way.

Keywords: Aestethics principle, Creation, Humans

Se il creato è regolato da un principio estetico

Ci sono e ci sono stati almeno a partire dell’800 per quanto riguarda la modernità un’infinità di studi e dibattiti di ogni disciplina su quale sia la struttura dell’Universo. Questo è sempre accaduto fin dall’antichità, ma dalla nascita della Scienza Moderna, Fisica, Biologia, Astrofisica, Medicina, Filosofia, Teologia e la sempre morente Astrologia si sono avvicendate a dare ipotesi secondo le loro competenze sulla forma dell’Universo. Udite udite, la Fisica ne ha dato forma geometrica, la Biologia di un corpo vivente, la Medicina, politically correct, quella di un corpo umano, la Teologia del Signore stesso mentre l’Astrologia morente è sempre titubante.

La Filosofia che ha sempre da insegnare alla gente come pensare è stata molto più scaltra ed ha avviato un dibattito onnicomprensivo su tutte le posizioni in gioco senza darlo tanto a vedere e credendo di fare ottima metafisica ha coniato il termine di proprietà emergente. A lei non importa in fondo come sia il creato ciò che è realmente importante è che comunque sia ci siano proprietà che il creato deve possedere per forza in un senso trascendente a partire da costituenti minimali ogni volta diversi per ogni ambito di studi: particelle, cellule, corpi, pensieri, stelle, forme, entità matematiche e così via.

Io, non dalla metafisica in generale ma dalla metafisica fatta in questo modo dalla Filosofia, diffido perché che il creato abbia delle proprietà non mi sembra una cosa notevole e che poi queste proprietà emergano l’esito del rimanere impigliati in una ricostruzione di come si sia formato l’Universo che pertiene le singole scienze se non si vergognassero della loro ignoranza. A parte questo e proprio per questo ho deciso di chiamare in causa l’Estetica che a me pare come scienza filosofica la più indicata a descrivere, indipendentemente dalle altre scienze, come sia fatto il creato e perché è fatto così ma con la necessità di chiamarle in causa tutte se qualcuno voglia sapere esattamente come siano andate le cose.

Perché l’Estetica sia così importante è chiaro appena si pensa che l’Universo e il mondo ci è dato a spiragli e soggettivamente e qualsiasi spiegazione di come sia fatto l’Universo deve tener conto che esso sia tale ed esplorabile per noi. Questo non vuol negare che l’Universo sia valutabile anche obiettivamente dall’esterno, da una prospettiva onnicomprensiva, ma anche da quel punto di vista nella sua formazione deve essere tenuto in considerazione che esso sia visibile e attraente per noi. Ciò non nega alcun fatto scientifico tant’è che essere adatti non significa, o almeno non solo, fare alcune cose ma averne la possibilità. L’uomo ha per sua natura la possibilità di vedere, apprezzare esteticamente ed esplorare il mondo e l’Universo e questa capacità riguarda entrambi gli attori. L’uomo come entità libera e il Creato che gli si mostra. All’atto pratico il cielo stellato e le sue costellazioni e l’Universo conosciuto dall’Astrofisica con la sua costante bellezza non sarebbero apprezzabili se essi non fossero stati creati per noi. Qui il principio adattivo della selezione naturale è semplicemente insufficiente.

Ai nostri umili strumenti che continuano a simulare e perfezionare la visione in mancanza di capacità più estese qualitativamente ogni cosa è esplorabile, dalla luce alle profondità dell’Universo. Può ovviamente esserci qualcosa per principio non rinvenibile dall’Uomo ma questo non pare toccare in alcun modo le capacità di esplorazione umane. Ovunque si indaghi il creato sembra essere stato fatto per noi e questo sembra è già esteticamente dimostrazione del fatto che in un certo senso lo è di fatto. Di fatto il creato ha propriamente queste sembianze ed è un fatto incontrovertibile come lo è qualsiasi dato di fatto. Che il creato sia stato fatto per noi e che l’estetica non sia solo una questione di visibilità e apprezzamento personale si può rinvenire nella pratica quotidiana e in tutto quello che ha costruito l’uomo. Niente è realizzabile tecnicamente e ingegneristicamente che non sia conforme tanto al creato quanto all’uomo stesso. Ciò non pertiene possibilità logiche o pratiche ma la salute, la sicurezza l’esistenza di ogni uomo. Si può costruire il praticamente costruibile ma non ogni realizzazione umana permette all’uomo di vivere nel suo ambiente esteso a volontà.

Ed è a questo punto che si apre la prospettiva di come sia fatto il creato. Per esso potremmo giudicare com’è, come si è formato e come potrebbe diventare. Se il creato è qualcosa che è per noi, finché sarà tale, dovrà seguire la regola che ogni mutamento non dovrà variare quel fatto. Il fatto che il creato è per noi dovrà perdurare nel cambiamento e restare nel novero dell’accettabilità da parte dell’uomo. La sua formazione e il fatto che sia per noi pertiene una decisione, un fiat, perché non è accettabile l’ipotesi del caso che rimesta possibilità se il creato rimane costantemente e variabilmente per noi. Questo fiat ha ragioni divine importanti perché a parità di possibilità il creatore può decidere quale possibilità realizzare e perché. Al futuro invece appartiene ciò che il creato può diventare e con le stesse modalità di scelta il creatore può scegliere le prove da far vivere all’uomo e conseguentemente ciò che cambia altrove.

In un senso più cogente e chiaro se come abbiamo visto l’Universo è stato creato per noi, la sua formazione è ugualmente tale e lo sarà finché ci siamo a scanso di un qualche tipo di revoca. Questo non deve sembrare strano perché se il creato è stato fatto per noi, o lo permane, per cessare questo dato di fatto o il creatore deve decidere per il contrario o alzare le mani. Perché parlo del creatore? È forse la mia un’ipotesi ad hoc? Ne parlo come già detto perché se il creato è per noi uomini in qualche modo ultimi arrivati ciò necessita un piano e una decisione che renda il creato come qualcosa di fatto per noi almeno partire da un certo punto. In poche parole se di fatto, come abbiamo visto, l’Universo è per noi esso deve esserlo diventato e potrebbe non esserlo più.

Ed ecco che l’estetica diventa principio regolatore dell’Universo e tutte le scienze possono cooperare per comprendere la sua formazione. Si potrebbe persino comprendere una volta compreso che l’Universo è per noi che cosa accadrà all’Universo in certi casi attraverso un’attività cooperativa tra le varie scienze. Basterebbe chiedersi che cosa deve succedere per mantenere l’Universo esplorabile da parte degli uomini e potrebbe essere, quello estetico, un principio regolatore per le altre scienze come qualcosa sulla base della quale fornire ipotesi. Guardando alla contemporaneità e per chiudere il mio discorso, qualsiasi forma culturale o ritrovato tecnologico deve salvaguardare il modo delle sue sembianze a scanso di alterare fatalmente la vivibilità umana e la sua natura.

Conclusioni

Può sembrare che il mio discorso sia molto duro e privo di esempi. Ho scelto di scrivere così perché credo fermamente che l’onere della prova sta a chi legge e a chi vuole cimentarsi nella verifica di quanto detto. Che ruolo ha la bellezza a questo punto risulta banale. La vita deve essere attraente per l’uomo e la bellezza è il marchio che il creato sia stato fatto per lui. Senza la bellezza l’uomo non avrebbe alcuna ragione di cimentarsi perché, con un truismo, non si può essere attratti da qualcosa che non piace.

Andrea Bucci

References

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Foto di Greg Rakozy su Unsplash

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