Alzheimer, Europa avvia programmazione congiunta interventi

Alzheimer, Europa avvia programmazione congiunta interventi.La Commissione Europea “accelera gli interventi sul morbo di Alzheimer e sulle altre malattie neurodegenerative, allo scopo di garantire interventi efficaci di prevenzione, diagnosi precoce, trattamento e cura in tutta Europa”. Lo annuncia un comunicato stampa UE.

In data 22 Luglio, la Commissione Europea ha “adottato proposte concrete per il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza e malattie neurodegenerative”. Questi problemi sanitari e sociali, comuni a tutta l’Europa – si legge nel comunicato stampa –, richiedono un coordinamento per garantire interventi efficaci di prevenzione, diagnosi, trattamento e cura per le persone che ne sono colpite. I paesi europei sono anche “invitati a condividere le proprie risorse e a coordinare più efficacemente le attività di ricerca nel settore delle malattie neurodegenerative, in particolare nel caso del morbo di Alzheimer, programmando per la prima volta insieme gli investimenti nella ricerca invece di farlo individualmente”.

Secondo la Commisisone, oggi in Europa sono più di sette milioni le persone colpite dal morbo di Alzheimer e da altre patologie correlate e nei prossimi 20 anni si prevede che questo numero raddoppierà. “Per questo oggi è fondamentale pianificare, investire e cooperare in questo campo sia per limitare i costi sociali di queste malattie sia per offrire speranza, dignità e una vita migliore ai milioni di pazienti che ne sono affetti e alle loro famiglie”. Gli interventi adottati oggi segnano un nuovo passo importante nella campagna della Commissione “L’Europa per i pazienti” e nel nuovo approccio alla programmazione congiunta nel settore della ricerca.

Al proposito, il commissario europeo per la Salute, Androulla Vassiliou, ha dichiarato: “La perdita delle facoltà mentali a causa di una forma qualche forma di demenza non è una condizione ineluttabile dell’invecchiamento . La popolazione europea invecchia e per questo dobbiamo unirci per capire meglio queste condizioni e prevenirle. Dobbiamo dimostrare la nostra solidarietà nei confronti delle persone affette da demenza mettendo in comune le buone prassi per curarle e rispettando i loro diritti e la loro dignità”.

Il commissario europeo per la Scienza e la ricerca, Janez Potocnik, ha aggiunto: “ Vogliamo far sì che la ricerca svolga un ruolo più importante nell’affrontare problematiche sociali come quelle poste dal morbo di Alzheimer e da altre malattie collegate. La Commissione ha già sostenuto progetti europei di ricerca ai quali hanno partecipato i migliori scienziati in questo campo. Ma faremo tutti un importante passo avanti se gli Stati membri cominceranno fin d’ora a coordinare i rispettivi programmi nazionali attorno ad un’agenda comune. Con la raccomandazione sulla programmazione congiunta della ricerca che presentiamo oggi, vogliamo invitare tutti gli Stati membri a impegnarsi a seguire un approccio pragmatico e a mettere insieme le loro risorse e i loro investimenti in ricerca per affrontare con maggiore efficacia l’Alzheimer e altre malattie neurodegenerative. Si tratta di un’opportunità per il mondo scientifico europeo e di una risposta ad un problema della società moderna in cui viviamo”.

Queste patologie sono “un onere sempre più grande per la società e per l’economia”: con l’aumento dell’aspettativa di vita e il rapporto sempre più sfavorevole tra popolazione attiva e popolazione non attiva, infatti, aumenterebbe anche l’onere socioeconomico delle malattie neurodegenerative. Nel 2005, i costi complessivi, diretti e indiretti, per la cura del morbo di Alzheimer e di altre forme di demenza erano stimati a circa 130 miliardi di euro nell’UE-27 (cioè 21 000 euro per paziente) e il 56% di questi costi andava a tipi di cura informali. Le forme più comuni di demenza nell’Unione Europea sono rappresentate dal morbo di Alzheimer (circa il 70% dei casi) e dalla demenza vascolare (meno del 30%).

La Commissione propone quattro settori principali di intervento:

  • interventi tempestivi per diagnosticare la demenza e ridurne il rischio;
  • migliore coordinamento delle attività di ricerca tra i paesi dell ’UE;
  • condivisione delle buone prassi;
  • creazione di un forum di riflessione sui diritti, l’autonomia e la dignità dei pazienti.

E’ questa “la prima iniziativa di programmazione congiunta volta a coordinare la ricerca sul morbo di Alzheimer e altre forme neurodegenerative”. I paesi dell’UE hanno visto nel morbo di Alzheimer e in altre patologie correlate un settore in cui avviare le prime attività di programmazione congiunta nel campo della ricerca. La programmazione congiunta si rivolge ai paesi dell’UE che intendono impegnarsi nella preparazione di un’agenda strategica di ricerca comune che permetta loro di parteciparvi secondo una geometria variabile. Venti paesi europei hanno già manifestato l’intenzione di condividere le risorse e condurre ricerche in un settore in cui un’iniziativa comune dovrebbe offrire un notevole valore aggiunto rispetto all’attuale frammentazione delle attività di ricerca in Europa. L’iniziativa pilota di programmazione congiunta dovrebbe aprire la strada ad altre iniziative analoghe in futuro.

Il morbo di Alzheimer e altre forme di demenza rientrano in un quadro più vasto di malattie neurodegenerative. Il Parlamento Europeo aveva già adottato delle risoluzioni nel 1996 e nel 1998. La strategia UE del 2007 presentata dalla Commissione, “Un impegno comune per la salute”, mette in evidenza la necessità di comprendere meglio le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer nel contesto dell’invecchiamento. Nel 2008 il Consiglio ha invitato la Commissione a presentare un piano d’azione per le malattie neurodegenerative ed in particolare per l’Alzheimer. La Commissione finanzia progetti di ricerca sull’Alzheimer e altre patologie neurodegenerative nell’ambito del Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo.

Riferimenti:

 

Spot di Alzheimer’s Association “10 Signs Campaign” (USA, 2009):

 

 

1 Comment on "Alzheimer, Europa avvia programmazione congiunta interventi"

  1. Innovativa terapia per curare le demenze. La “psiconeuroanalisi”. Sardegna 1 ha trasmesso diverse interviste a riguardo con toccanti testimonianze. L’associazione Aion cercherà grazie a tutti i sostenitori di far fronte alle richieste di chi vive il disagio della malattia di Alzheimer. Troverete le testimonianze complete sul nostro blog http://lafinedellademenzadialzheimer.blogspot.com/

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