ROMA – Aumentano del 2,3% i consumi di energia elettrica in Italia (2024 su 2023), con “una domanda soddisfatta all’83,7% dalla produzione nazionale”, attestatasi a 273,3 TWh; rinnovabili in aumento del 14,9 per cento. Lo anticipa l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), che a fine mese rilascerà l’attesa Relazione Annuale 2025, a 30 anni esatti dalla Legge istitutiva.
La produzione nazionale lorda di energia elettrica – si legge nella nota stampa – è cresciuta complessivamente del 3,2%: in particolare, va forte l’idroelettirco (+30,2%), “avvicinatosi ai massimi degli ultimi 10 anni”, mentre il termoelettrico risulta in calo del 6% e “quasi metà della generazione (45%) viene ancora dal gas”.
Nota dolente “i prezzi finali pagati dalle famiglie italiane”, che “continuano a essere penalizzati da oneri, imposte e tasse il cui incremento del 28% ha annullato le riduzioni registrate dalla componente energia e dai costi di rete”. Al confronto internazionale “la componente fiscale italiana risulta essere la più elevata, superiore a Francia (+51%), Spagna (+36%) e media in area Euro (+18 per cento)”.
“Un aspetto rilevante della evoluzione del settore elettrico – ha sottolineato il presidente Arera Stefano Besseghini – riguarda il significativo aumento prospettico degli investimenti in infrastrutture di rete: non si tratta di un investimento legato unicamente al rafforzamento della generazione distribuita ma anche ad una significativa evoluzione del concetto di resilienza, per tenere conto delle evoluzioni climatiche”.
Qui sotto la videoregistrazione della cerimonia di presentazione della Relazione Annuale Arera alla Camera dei Deputati fornita cortesemente da RAI Parlamento:
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