Cervello, il segreto è nella rete

Human Connectome Project: capire la rete per capire il cervello.“Dimmi come sei connesso e ti dirò chi sei.” Questo potrebbe essere il motto dello Human Connectome Project (HCP), finanziato dal National Institutes of Health (NIH), che nell’arco di 5 anni renderà visibile la mappa delle vaste connessioni nervose alla base del funzionamento del cervello. I dati raccolti da HCP saranno messi gratuitamente a disposizione di tutti i ricercatori del mondo. HCP è fra le 10 idee che, secondo il New Scientist, faranno “tendenza” nel 2012.

L’ambizioso progetto nasce dalla collaborazione principale tra due consorzi universitari. Il primo consorzio, guidato dalla Washington University in Saint Louis e dalla University of Minnesota, studierà la struttura del cervello di 1200 soggetti sani (fra cui fratelli e gemelli) con metodiche innovative di neuroimaging quali la MRI a diffusione, che consente di visualizzare le connessioni di sostanza bianca isolandole dalle altre strutture, la MRI allo stato di rest, che consente di rilevare l’attivazione contemporanea delle diverse aree del cervello quale risultato di connessioni in comune, analizzate insieme alla più classica tecnica di rilevamento con fMRI delle attività del cervello umano durante lo svolgimento di differenti compiti cognitivi.

Il secondo consorzio, guidato dall’Università di Harvard del Massachusetts General Hospital e dell’Università della California di Los Angeles, è impegnato nella realizzazione e nel perfezionamento di una nuovissima generazione di scanner MRI a 3 Tesla, che, grazie a una migliore risoluzione spaziale, consentirà di acquisire dati importanti per ricostruire le connessioni cerebrali fra i più di 100 miliardi di neuroni (ciascuno dotato in media di 10.000 connessioni) che generano una rete fittissima ed estesa di “vie” che veicolano l’informazione fra le diverse regioni del cervello. I ricercatori di HCP raccoglieranno inoltre dati da strumenti tradizionali che ancora oggi possono dire la loro nel contesto della connettomica, cioè elettroencefalografia (EEG) e magnetoencefalografia (MEG).

“Abbiamo già una discreta conoscenza di cosa accade nel cervello quando una delle sue aree viene stimolata o danneggiata, ma quello che ancora non sappiamo è come le diverse regioni entrino in relazione fra loro: è proprio questo il traguardo che ci siamo posti, par capire come si sviluppi l’identità umana, di cui coscienza, memoria e personalità sono elementi imprescindibili”, spiega al New Scientist Tim Behrens dell’Università di Oxford, fra i membri dello HCP.

Coincidenza o fiuto “neurogiornalistico”, fatto è con la connettomica e le nuove tecniche di trattografia BrainFactor aveva aperto l’anno 2011 (vedi articolo “Neuroscienze, questioni di metodo”, BrainFactor 10/1/2011), dando visibilità a temi promettenti per il settore, quali quelli trattati al workshop internazionale “Neuroanatomical Tracing and Systems Neuroscience: The State of the Art”, svoltosi all’interno del congresso di Amsterdam del Forum of European Neuroscience (Fens).

Reference:

  1. Human Connectome Project: http://www.humanconnectomeproject.org e http://humanconnectome.org
  2. New Scientist, Smart Guide 2012: http://www.newscientist.com/special/smart-guide-2012
  3. “Neuroscienze, questioni di metodo”, BrainFactor 10/1/2011

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