La corteccia occipitale “risuona” a una frequenza di 8-12 Hertz (oscillazioni in banda alfa), la parietale a 13-20 Hertz (beta), la frontale a 21-50 Hertz (gamma). Dunque, ogni modulo del cervello ha la sua “frequenza naturale”. Lo dimostrerebbe una ricerca con TMS dell’Università degli Studi di Milano pubblicata oggi sul Journal of Neuroscience (Rosanova M et al., Natural Frequencies of Human Corticothalamic Circuits, J Neurosci, June 17, 2009).
La “sintonizzazione” sulla frequenza di un sistema può essere determinata direttamente perturbandolo e osservando la sua risposta di oscillazione, cioè la sua “frequenza naturale”. In pratica, è come accordare uno strumento musicale. Nel contesto della ricerca scientifica, questo approccio si utilizza ad esemopio in fisica e in geologia.
Nello studio milanese, i ricercatori hanno utilizzato la risonanza magnetica transcranica (TMS, da Transcranial Magnetic Stimulation) per perturbare direttamente una serie di moduli corticotalamici, corrispondenti alle aree di Brodmann 6, 7 e 19, mentre attraverso una procedura elettroencefalografica venivano misurate le frequenze naturali dei relativi moduli.
“Questi risultati sono riproducibili in ogni soggetto e rappresentano la prima individuazione diretta delle proprietà elettrofisiologiche grezze di tre aree associative della corteccia cerebrale umana; ma la cosa più importante è che questi risultati dimostrano che nei soggetti sani ogni modulo corticotalamico è normalmente sintonizzato per oscillare con una frequenza caratteristica”, spiega Mario Rosanova, della Statale di Milano e autore principale dello studio.
“Teoricamente la frequenza naturale può essere misurata in qualsiasi area della corteccia cerebrale: questo approccio può rappresentare un modo semplice e flessibile di testare lo stato dei circuiti talamocorticali al letto del paziente”, sottolinea Rosanova.
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