Cos’è la metafisica. Omaggio ad Aldo Giorgio Gargani

Ancora oggi non è chiaro che cosa sia la metafisica. Essa come volevano gli antichi potrebbe essere definita un discorso sull’essere. Tale discorso riguarderebbe l’essere in quanto tale, per loro nel senso più ampio e astratto del termine e riguarderebbe tutti gli enti particolari.

Dal mio punto di vista si può fare torto alla storia della filosofia definendo la metafisica un discorso su ciò che c’è e sui problemi che riguardano ciò che c’è senza però cadere in quelle astrazioni che hanno coinvolto i filosofi che tale discorso hanno affrontato. Io credo sia vero che la metafisica riguardi cose che non cambiano ma in un senso diverso da quello solitamente attribuito alla locuzione.

Io credo che la metafisica, dalla biologia agli universali, dalla fisica ai mondi possibili è quel discorso capace di descrivere il mondo negli aspetti di volta in volta stabili. Tale descrizione non è una cosa oziosa. Oltre ad essere ciò che generalmente si ritiene la conoscenza di qualcosa risulta almeno a mio avviso molto utile per la scienza e i suoi metodi.

Se il metodo scientifico odierno è sostanzialmente falsificazionista e dunque per fare scienza vengono formulate delle ipotesi che devono poter essere disattese, la metafisica come discorso sulla realtà deve essere invece ad essa corrispondente deve essere vera sempre ma non nel senso della verità di una tautologia. Deve essere capace di descrivere la realtà per come essa è. La sua grande utilità si può notare dal dialogo che la metafisica instaura con le scienze particolari.

La scienza fornisce dei risultati il cui fine ultimo è proprio la metafisica, la conoscenza di come è fatto il mondo mentre quando qualcosa non torna nella descrizione che la metafisica fornisce l’onere della bontà delle nostre conoscenze ritorna compito delle varie scienze particolari che formulano teorie, ipotesi e così via. La metafisica come scienza varia dalle scienze particolari a quella più generale e parla appunto anche delle problematiche che si trova in seno.

Il problema delle categorie dell’essere e degli universali è uno dei classici meta-problemi che la metafisica affronta con sé stessa quando ne fa un problema del proprio linguaggio espressivo o con la scienza filosofica quando ne fa questione di conoscenza degli universali come oggetti linguistici o mentali o ancora quando affronta i vari contenuti dell’esperienza.

La metafisica deve possedere un pensiero suo proprio da confrontare con la realtà e nella realtà possiamo riscontrare fattualmente che vi siano usi colloquiali del linguaggio e usi metafisici. “Quello è davvero un bel dipinto” ha un uso conoscitivo e metafisico “Hai visto che bel dipinto?” Ha un uso fattivo e colloquiale.

La metafisica assume un punto di vista esterno alla realtà mentre il linguaggio colloquiale è un agire nella quotidianità. Nella pratica quotidiana abbiamo bisogno di entrambe nei molteplici suoi usi e anche in quello colloquiale. Stessa cosa vale in ambito scientifico dove si instaura un dialogo tra metafisica e ricerca empirica.

Di solito oggigiorno si fa riferimento alla metafisica quando i metafisici sono impegnati a risolvere i problemi con il linguaggio, il loro strumento favorito. Ciò sembra aprire l’idea che la filosofia e la metafisica siano scienze ancora in corso d’opera e di distaccamento. Questo perché la metafisica con l’aiuto della logica deve poter evidenziare non solo l’incongruenza del discorso rispetto ai fatti e alle conoscenze ma anche le incongruenze rispetto al linguaggio che adopera.

Come è già ben noto il linguaggio naturale è pieno di ambiguità, problemi sintattici e impurità che devono essere affrontati i primi e depurati i secondi per avere la possibilità di una descrizione scientifica della realtà e delle possibilità. Un linguaggio così fatto, quello della metafisica, potrebbe potenzialmente descrivere tutto con le sue pause di silenzio dove i suoi contenuti risultino inattingibili come nel caso di mondi possibili impenetrabili all’immaginazione ma non al pensiero.

Nonostante la metafisica come scienza sembri sempre cosa oscura e impenetrabile, penso che essa sia la portatrice di tutte le conoscenze stabili che abbiamo a disposizione e si ritrarrà ogni volta indietro ad ogni cambiamento o scienza nuova ed è proprio quella che potete serenamente godere quando leggete un buon saggio privo di grossi tecnicismi.

Andrea Bucci

Bibliografia

Aldo Giorgio Gargani. Il sapere senza fondamenti. La condotta intellettuale come strutturazione dell’esperienza comune. Mimesis Edizioni. 2009

Foto di Jr Korpa su Unsplash

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