Criminal minds, il cervello dei serial killer

Criminal minds, il cervello dei serial killer.La psicopatia criminale sarebbe ascrivibile a una alterazione microstrutturale del fascicolo uncinato, un tratto di sostanza bianca che collega nel cervello amigdala e corteccia orbitofrontale. Lo hanno scoperto con risonanza magnetica a tensore di diffusione (DT-MRI) i ricercatori del King’s College di Londra (Craig M et al., Altered connections on the road to psychopathy, Molecular Psychiatry, 2009).

In pratica, i ricercatori dell’Istituto di Psichiatria del King’s College, fra cui Declan Murphy, Michael Craig e il “nostro” Marco Catani, hanno trovato rispetto ai controlli delle differenze nel cervello degli psicopatici in studio – diagnosticati con la Psychopathy Checklist Revised (PCL-R) – che possono “spiegare biologicamente le azioni di questi soggetti”.

“Se i nostri risultati venissero replicati su larga scala, l’indicazione verso un chiaro deficit strutturale riscontrabile nel cervello degli psicopatici potrebbe avere profonde implicazioni non solo per ricercatori e clinici, ma anche per il sistema giudiziario”, ha dichiarato ieri in una nota stampa Craig, autore principale della ricerca. Questioni di etica, anzi di “neuroetica”, dunque.

E’ noto che la psicopatia può essere fortemente associata a un marcato comportamento criminale (omicidi, stupri, ecc.). Precedenti studi avevano legato la psicopatia a disfunzioni di regioni specifiche del cervello, principalmente l’amigdala (struttura che modula emozioni, paura e aggressività) e la corteccia orbitofrontale (regione alla base del processo decisionale). Lo studio del King’s College sarebbe però il primo a mostrare il ruolo del tratto di sostanza bianca che connette queste due regioni, chiamato fascicolo uncinato. Ciò è stato possibile utilizzando la tecnica della trattografia in vivo con DT-MRI.

I ricercatori del King’s College non solo avrebbero osservato una riduzione dell’integrità microstrutturale del fascicolo uncinato negli psicopatici, ma anche una proporzionalità diretta fra la gravità dell’alterazione e il grado di psicopatia manifestata dal soggetto.

1 Comment on "Criminal minds, il cervello dei serial killer"

  1. calogero anzallo | 09/07/2012 at 12:21 | Rispondi

    Bisognerebbe chiarire meglio cosa si intende per ridotta integrita microstrutturale. Inoltre, questa alterazione sembra essere maggiore nei soggetti psicopatici conclamati ma non si sa nulla sulla prevedibilità di questa “lesione” è presente fin dall’infanzia, dipende da un imprinting comprtamentale, è soggetta ad influenze ambientali? In che modo e misura? Mi sembra dunque una notizia interessante ma che ancora non serva a far diagnosi né tantomeno possa essere utilizzata in aule di Tribunale (o quantomeno è un compoertamento temerario, da perito con un fascicolo uncinato ridotto).

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