Ringraziamenti
Un ringraziamento speciale alla Dott.ssa Simona Defilippi per il suo costante supporto, senza cui questo progetto non sarebbe stato possibile.
Abstract
Questo studio si configura come un intervento sperimentale mirato a supportare gli studenti neurodivergenti attraverso il potenziamento e la promozione del pensiero ricorsivo come attitudine mentale per la gestione delle attività quotidiane. L’intervento si articola in due fasi: la prima si sviluppa attraverso Flowgorithm, un’applicazione molto diffusa in ambito didattico, con la creazione di un programma informatico che utilizza la ricorsione per rispondere alle necessità programmatiche degli studenti neurodivergenti, promuovendo così la neuroplasticità e la gestione dell’ansia.
La seconda fase si concentra sul digital storytelling ricorsivo, offrendo agli studenti l’opportunità di esprimere e organizzare le proprie esperienze ed emozioni in maniera strutturata, utilizzando il contenitore digitale creato nella prima fase. Questo approccio metodologico olistico riconosce un ruolo cruciale alla tecnologia non solo nel miglioramento della qualità di vita degli studenti neurodivergenti, ma nell’evoluzione dell’intera didattica, che troppo spesso sembra rimanere un passo indietro rispetto alle possibilità che il mondo digitale offre.
Introduzione
L’idea di questa sperimentazione nasce dalla necessità, all’interno di un istituto scolastico di secondo grado, ad indirizzo scientifico, di un intervento articolato per mitigare l’impatto dei problemi gestionali e organizzativi su uno studente neurodivergente.
La tesi di fondo è quella di implementare, attraverso lo sviluppo e il potenziamento del pensiero ricorsivo, un’azione sinergica e multidisciplinare mirata a migliorare la gestione delle attività e delle routine, promuovendo la neuroplasticità, capacità del cervello di adattarsi e riorganizzarsi creando nuove connessioni neurali. Questa capacità, alla base dei processi di mindfulness e di ristrutturazione cognitiva, risulta particolarmente importante per gli studenti neurodivergenti, in quanto può aiutarli a sviluppare strategie di apprendimento personalizzate e migliorare l’attenzione sostenuta.
Gli strumenti metodologici utilizzati appartengono a due discipline apparentemente poco legate tra loro: la programmazione informatica e la scrittura creativa. Esse, contrariamente all’apparenza, hanno in realtà molti aspetti in comune, in primis la creatività, requisito essenziale. Entrambe, inoltre, implicano sia capacità di strutturazione e organizzazione sia l’utilizzo del pensiero critico e logico.
Il ruolo cruciale svolto dalla programmazione deriva dalla convinzione che imparare a programmare non significhi solo imparare una nuova lingua e le sue regole, ma significhi anche imparare nuove strategie logiche per affrontare e risolvere i problemi; sviluppare, oltre al pensiero critico, capacità analitiche e progettuali, acquisire adattabilità e flessibilità cognitiva. La scrittura creativa, poi, se utilizzata in maniera autoreferenziale, strutturata e ricorsiva, può diventare una potente attività terapeutica e di auto-esplorazione.
Il Double Tap Connection si sviluppa come una competizione articolata in due fasi separate e allo stesso tempo strettamente collegate: la creazione di un programma informatico che successivamente diventa un vero e proprio contenitore delle riflessioni dello studente sulla propria vita, scolastica e non.
Pensiero ricorsivo e ricorsione
La prima fase della sperimentazione si concentra sullo sviluppo di un programma software capace di creare annotazioni in base a un orario e a un giorno specifico della settimana. Il programma viene realizzato attraverso i diagrammi di flusso di Flowgorithm, partendo da una struttura-guida, in accordo con le esigenze di scheduling delle attività quotidiane degli studenti neurodivergenti e al fine di promuovere la capacità di organizzazione, gestione del tempo e riduzione dell’ansia. In particolare, il codice fornito, da implementare seguendo le istruzioni, utilizza un paradigma imperativo, con una struttura a incastro altamente modulare e tecniche ricorsive per la gestione degli output e degli input utente.
La scelta di tale struttura è correlata alla necessità di promuovere il pensiero ricorsivo, tassello fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi previsti dall’intervento: l’approccio di suddividere un problema complesso, in questo caso la creazione di una struttura articolata, in piccole parti più semplici da gestire, rappresenta il punto di partenza e l’obiettivo formativo finale. Il pensiero ricorsivo, infatti, può favorire una maggiore flessibilità mentale, consentendo agli studenti neurodivergenti di adattarsi meglio alle variazioni nelle loro routine, mantenendo al contempo un senso di ordine e prevedibilità. Segmentare compiti complessi in fasi più gestibili riduce l’ansia e migliora la capacità di gestione del tempo e delle attività quotidiane.
Le pratiche ricorsive proposte in questo intervento sperimentale mirano a sfruttare le peculiarità cognitive degli studenti neurodivergenti, trasformandole in punti di forza per una gestione più efficace delle loro necessità organizzative. La ricorsione, infatti, non è altro che la traduzione dell’approccio mentale del pensiero ricorsivo in linguaggio macchina: scomporre il singolo compito nelle sue operazioni essenziali e svolgerle progressivamente, identificando le condizioni affinché la procedura, o funzione implementata, riesca a risolverle autonomamente richiamando se stessa.
All’interno del codice da sviluppare, consultabile qui, funzioni e procedure si richiamano le une alle altre, creando una sorta di struttura a strati circolare, con una gerarchia che opera in modo sequenziale: il programma può essere visto come una serie coordinata di operazioni e livelli, anche profondi, di logica.
Le competenze disciplinari promosse e sviluppate attraverso la realizzazione del programma sono molteplici:
- Fondamenti di programmazione:
– Capacità di utilizzare strutture di controllo per gestire il flusso del programma.
– Comprendere variabili, tipi di dati e le operazioni su di essi (ad esempio, concatenazione di stringhe, gestione di valori numerici).
- Gestione dell’input e output:
– Acquisire familiarità con le operazioni di input/output, inclusa la gestione della lettura e scrittura di file (apertura, chiusura, lettura e scrittura di dati).
– Fornire feedback all’utente attraverso messaggi chiari.
- Condizioni e cicli:
– Comprendere e utilizzare condizioni multiple per determinare il comportamento del programma.
– Utilizzare cicli per iterare su collezioni di dati, come la lettura di file riga per riga.
- Gestione degli errori:
– Gestire gli errori mediante la validazione degli input e la richiesta di reinserimento in caso di dati non validi.
- Organizzazione del codice:
– Utilizzare funzioni per dividere il codice in parti più piccole e gestibili, favorendo la modularità e la riusabilità.
– Comprendere l’importanza di nomi significativi per variabili e funzioni, migliorando la leggibilità del codice.
- Interazione con l’utente:
– Progettare un’interfaccia utente basata su console, in cui il programma interagisce con l’utente mediante domande e risposte.
- Gestione del tempo:
– Comprendere e manipolare concetti temporali come ore, minuti e giorni della settimana, al fine di utilizzarli nella programmazione per prendere decisioni logiche.
- Ciclo di vita di un programma:
– Apprendere l’importanza del ciclo di vita di un programma, dalle sue richieste iniziali (input dell’utente) alla creazione di output e ripetizione di processi.
- Pensiero critico e problem solving:
– Sviluppare capacità di pensiero critico nel risolvere problemi attraverso l’analisi di requisiti, la progettazione di soluzioni e la verifica dei risultati.
- Ricorsione:
– Comprendere la ricorsione al fine di implementare algoritmi ricorsivi, una competenza fondamentale nella programmazione.
- Utilizzo di array:
– Dichiarare e manipolare array, strutture dati fondamentali nella programmazione.
Digital storytelling ricorsivo
La seconda fase della sperimentazione si focalizza sulla riflessione interiore e sulla narrazione mediata dall’artefatto digitale creato. La variante ricorsiva proposta del digital storytelling è un potente strumento capace di offrire agli studenti l’opportunità di esprimere le loro emozioni e le loro esperienze in maniera creativa attraverso una struttura ciclica che richiama la circolarità propria della comunicazione. Questo processo, sfruttando la dinamica interdipendente tra pensiero e linguaggio, permette di organizzare le esperienze quotidiane, spesso cariche di tensione, in un formato comprensibile e comunicabile.
Raccontare storie si trasforma così in un ponte tra l’interiorità dell’individuo e il contesto sociale in cui vive, svolgendo un ruolo cruciale nel rafforzamento dell’identità, elemento fondamentale nella neurodivergenza. Con il racconto ricorsivo si può esplorare e comprendere meglio se stessi, plasmando la propria struttura identitaria con il proprio vissuto e creando una linea immaginaria che unisce passato, presente e futuro in un dinamico divenire. In questo modo si favorisce la riflessione personale e si facilita la condivisione delle esperienze con gli altri, creando un ambiente di apprendimento empatico e partecipativo.
Attraverso la narrazione si può dare ordine alle esperienze quotidiane, rendendole più gestibili e meno frustranti. Ciò accade incentivando, da una parte, processi riflessivi, fondamentali per lo sviluppo personale e interpersonale, e sfruttando, dall’altra, la sua sequenzialità per promuovere la strutturazione delle idee in modo coerente, migliorando le capacità organizzative e di pianificazione.
Le competenze disciplinari promosse e sviluppate attraverso la scrittura creativa, contestualmente all’intervento proposto, sono trasversali. Oltre alle competenze prettamente linguistiche e letterarie, anche se può risultare di non facile intuizione, sono interessate dall’approccio: la capacità di organizzare il pensiero in modo logico e sequenziale, essenziale nella Matematica; quella di osservare, descrivere fenomeni e fare previsioni, centrali nella Fisica e nelle Scienze; la riflessività e la capacità di esprimere pensieri complessi e profondi, sviluppate anche in Filosofia. Inoltre, esprimere emozioni e sentimenti attraverso la scrittura aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie esperienze e del contesto sociale e culturale, concetti legati alle competenze civiche. Infine narrando se stessi, attraverso il potere evocativo delle parole, è possibile attivare tutti i sensi, anche quello estetico, legato alla Storia dell’Arte, e propriocettivo, che riguarda la percezione del proprio corpo nello spazio.
Gamification
Tra le strategie didattiche disponibili, la gamification emerge come un approccio potente e innovativo. Attraverso l’integrazione di elementi ludici all’interno delle attività educative, si mira a rendere il processo di apprendimento un’esperienza coinvolgente e stimolante.
L’utilizzo della gamification, tramite l’organizzazione di due distinti contest con in palio dei buoni libro, ha un duplice obiettivo: garantire un alto livello di partecipazione e incentivare un apprendimento più profondo e significativo tra gli studenti.
La competizione, infatti, non solo rende l’apprendimento divertente e gratificante, ma incentiva anche la perseveranza e l’impegno costante.
L’intero intervento ludico-didattico è fruibile a distanza, attraverso Internet. Le raccolta delle adesioni è realizzabile tramite un modulo Google ad-hoc. La prima fase, dalla somministrazione degli esercizi al caricamento dei lavori svolti e all’aggiornamento della classifica, risulta facilmente gestibile tramite uno spazio dedicato su Google Chat, dove vengono aggiunti i partecipanti. Il servizio Dropbox permette la creazione di una cartella condivisa monitorabile, dove gli elaborati possono essere caricati anonimamente attraverso il servizio “requests”. La scelta anonima del numero identificativo è realizzabile attraverso un modulo Google, privo della raccolta dati degli intervistati, associando al form e al foglio risposte uno script che rimuova, dopo l’invio, l’opzione selezionata, rendendola non selezionabile agli altri partecipanti.
Coding
Scrittura creativa
Conclusioni
L’intervento progettato, per sua natura sperimentale, presenta dei limiti e delle sfide per quanto riguarda l’effettiva realizzabilità, vista la necessità di una stretta coordinazione multidisciplinare.
I “limiti” attuali di questa ricerca risiedono nella raccolta di dati certi sull’efficacia soggettiva e nell’analisi qualitativa dell’impatto, in termini di catalizzazione dell’interesse e dell’attenzione, degli strumenti implementati sugli studenti coinvolti, gli unici in grado di fornire un resoconto attendibile sia delle esperienze e delle emozioni sia dei benefici percepiti.
La combinazione di pensiero ricorsivo, ricorsione e digital storytelling come intervento “terapeutico”, per quanto si dimostri promettente su un campo completamente inesplorato, al momento rappresenta solo un prototipo che mira a ulteriori indagini e sperimentazioni, soprattutto per l’assenza di una rubrica valutativa strutturata ad hoc, capace di determinarne il grado di efficacia e di consentire una valutazione attendibile e scientificamente rilevante.
Concepire l’apprendimento come un processo sistemico, in cui la padronanza delle competenze e l’acquisizione delle conoscenze siano sviluppate organicamente e trasversalmente all’esperienza, consentirebbe alla didattica di incrementare la propria capacità di coinvolgimento, rendendola permeabile alla continua evoluzione tecnologica e offrendole nuovi strumenti per promuovere un’istruzione inclusiva e supportare studenti con differenti bisogni educativi speciali.
Prof. Pier Paolo Esposito
Docente per le attività di sostegno e dell’inclusione scolastica
Liceo Statale “Isaac Newton” Chivasso A.S. 2024/25
Risorse
Pagina di download del software didattico utilizzato per la programmazione:
Bibliografia
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BFJ BrainFactor Journal Num. 17 Vol. 2
Foto di Josefa nDiaz su Unsplash

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