“Come la filosofia e l’arte, la scoperta scientifica è, insieme, bellezza irripetibile e nuovo inizio. Non sarà mai una meta che pone fine al cercare. La meta è nella ricerca stessa”. Sono le parole con le quali si apre un “libro abitato da molte persone e molte voci”… Quello curato dallo psichiatra Mauro Maldonato e presentato nella prestigiosa sede della Casa della Cultura di Milano il 28 Ottobre scorso. Stiamo parlando di “Fenomenologia della Scoperta” (Bruno Mondadori, 2011).
In questo libro, “abitato da molte persone e molte voci”, neuroscienziati, filosofi, fisici, psicologi e artisti discutono dei “conflitti del conoscere” e della “meraviglia” all’origine di una scoperta, affrontando alcune delle questioni più importanti della contemporaneità, attraverso temi come la coscienza, l’identità personale, i processi decisionali, la razionalità, l’intuizione.
Secondo Maldonato, che alla Casa della Cultura ha dialogato su questi temi con Gabriella Pravettoni, Luca Vago e Marco Mozzoni (fra gli Autori del volume), “un ricercatore costruisce ponti tra l’immaginazione e la realtà a partire da spazi extrarazionali: come un esploratore dell’ignoto, il ricercatore si concentra su questioni-limite che generano sorpresa, rapimento, esaltazione; lo stupore per la realtà lo spinge a indagarla nei suoi possibili significati, a cogliere quel che in un’evidenza naturale resta invisibile e impensato”. Nel cammino verso la conoscenza, “logica e intuito, simboli e metafore, inferenze e immagini, si compenetrano rimettendo in questione la relazione gerarchica tra pensiero concettuale e pensiero non concettuale”.
E anche se “certa scienza, con i suoi procedimenti logici – che le fanno guadagnare chiarezza, ma le fanno perdere senso – tenta di metterle ai margini, neanche il pensiero logico può farne a meno”. Scoprire è infatti “cogliere quel che in un’evidenza naturale resta invisibile e impensato”, ricorda Maldonato. E per essere veri innovatori bisogna “saper resistere al conformismo, tollerare le frustrazioni, avere il coraggio di affermare le proprie idee contro le opinioni correnti, nella scienza come in ogni campo dell’azione umana”.
E’ per questo che nel libro, che si legge d’un fiato per i numerosi spunti di riflessione che fornisce, si parla anche di metafore e di immaginazione (Santo di Nuovo, Giuseppe Mininni, Ilaria Anzoise, Elena Faccio, Chiara Centuomo, Bipin Indurkhya, Riccardo Pietrobon, Jatin Shah, Vitor Moura), intuizioni (Silvia dell’Orco), emozioni (Rino Rumiati), conversioni epistemiche (Pierluigi Diotaiuti), trasferimento delle conoscenze (Paolo Legrenzi), ma anche di coscienza (Edoardo Boncinelli), mappe cerebrali (Alberto Oliverio), decisioni in medicina (Gabriella Pravettoni, Luca Vago), identità in rete nell’era di Facebook (Maurizio Cardaci, Barbara Caci, Marco E. Tabacchi), neuroscienze, disordini cerebrali, psicopatologia e psichiatria (Dario Grossi, Raffaele Spreandeo, Silvana Galderisi, Mario Pissacroia), biologia e cultura nel contesto della conoscenza (Carlo Cellucci), relativismo e finzione (Alberto Voltolini), polilogiche della scoperta (Giuseppe Gembillo), contesto della giustificazione (Giuseppe Giordano), collisione dei valori (Edoardo Massimilla), economia, impresa, innovazione (Raimondo Cubeddu, Carlo Lottieri, Nicola Iannello, Valerio Filoso, Giovanni C. Di Renzo, Giuseppe Altieri, Francesco Genovese, Alessandro Innocenti, Vincenzo Cuomo), ordine e anarchia (Flavia Monceri), istruzione (Luiz Fernando de Moraes Barros).
Allora, in un contesto di tal genere, è anche possibile osare porsi senza mezzi termini “contro la divulgazione”, caratteristica di un’epoca in cui tutto deve essere commisurato all’orecchio di chi ascolta, pena la marginalizzazione, auspicando a gran voce il ritorno di quello “studio disinteressato capace di percorrere la via difficile dell’impegno e dell’elevazione al sapere (ruolo che deve riprendersi l’università)” e la “fomulazione di un antidoto efficace per debellare al più presto l’epidemia neurocomunicativa”; perché, come ebbe a dire anche un tale Filosofo di Stoccarda: “Ciò di cui lo spirito si accontenta, dà la misura di quanto grande sia stata la sua perdita” (Marco Mozzoni).
Nell’immagine (C) BrainFactor: Mauro Maldonato, Gabriella Pravettoni, Luca Vago, Marco Mozzoni (Milano, Casa della Cultura, 28/10/2011)
Di seguito alcuni estratti audio degli interventi alla Casa della Cultura di Milano durante la presentazione del volume il 28/10/2011.
Intervento di Marco Mozzoni:
Intervento di Mauro Maldonato:
Intervento di Gabriella Pravettoni:
Intervento di Luca Vago:
“Fenomenologia della scoperta” (Bruno Mondadori, 2011) costituisce uno dei prodotti scientifici della IV Settimana Internazionale della Ricerca, iniziativa cofinanziata dalla Regione Basilicata e dall’Unione Europea mediante il Programma Operativo FESR Basilicata 2007/2013.
Nell’immagine (C) BrainFactor: pagine di Fenomenologia della scoperta, sottolineate meticolosamente da una persona del pubblico (Milano, Casa della Cultura, 28/10/2011)
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