I giovani di 30 anni fa erano “migliori” di quelli di oggi? Secondo un sondaggio SWG sembra che sia ben il 61% degli Italiani a pensarlo, nutrendo una “sfiducia profonda verso i 18-24enni, che non possiedono le carte per fare la differenza”. Pesanti le accuse: i giovani sarebbero “incapaci di fare sacrifici, sempre meno impegnati sul fronte sociale, non sufficientemente preparati ad affrontare le sfide del presente e del futuro”.
Solo il 33% degli intervistati ritiene che i giovani di oggi abbiano “energie e risorse paragonabili a quelle di chi li ha preceduti”, percentuale calata fortemente dal 2003 (46%), con una prima diminuzione significativa registrata nel 2009 (35%). Gli italiani guardano poi “con nostalgia” alla generazione che li ha preceduti, ritenendo che fosse più felice e potesse godere di una maggiore qualità della vita: per l’83% degli intervistati infatti “si stava meglio in passato”, perché il lavoro era più sicuro (88%), il proprio ruolo economico e sociale poteva essere migliorato nel tempo (86%), la qualità della vita era maggiore (66%) e, in complesso, “si era più felici” (76%).
Secondo il vicepresidente di SWG Maurizio Pessato “le nuove generazioni stanno finendo sotto accusa come comodo capro espiatorio per il resto della popolazione. Basterebbe ricordare che i giovani non nascono dal nulla ma da qualcuno che li accudisce e ne segue la formazione e che la società in cui si ritrovano è conformata molto poco da loro. Il banco degli imputati dovrebbe essere molto più ampio di quello individuato…”
Il sondaggio è stato realizzato da SWG (www.swg.it) fra il 6 e il 9 marzo 2012, con interviste online con metodo CAWI, su un campione casuale probabilistico stratificato e di tipo panel ruotato, di 900 soggetti maggiorenni – su 2800 contatti complessivi – di età superiore ai 18 anni; il campione intervistato è estratto dal panel proprietario SWG; tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti da Istat. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza.
Be the first to comment on "Giovani, capro espiatorio della crisi degli adulti?"