Intelligenza, quanto mi consumi…

“To keep AI growing in a way that benefits society, I believe it’s important to shift from scaling by force to scaling with intelligence…” (Divya Mahayan, Georgia Institute of Technology)

“Consumano quantità di energia paragonabili a quelle di intere città”. Così Terna – che in Italia gestisce oltre 75.000 km di linee elettriche – in merito ai c.d. data center: lo mette nero su bianco il nostro TSO in un recente rapporto sull’impatto di tali strutture sulla rete di trasmissione nazionale [1].

“Un data center è un ecosistema energivoro per definizione”, proseguono gli operatori: richiede elettricità per alimentare migliaia di server 24 ore su 24, 7 giorni su 7, oltre ad apparecchi di raffreddamento che consumano energia quanto l’hardware stesso.

Ma anche acqua a fiumi, se è vero che per abbassare la temperatura dei cervelloni delle macchine pensanti possono servire a un singolo centro “fino a 5 milioni di litri d’acqua al giorno, equivalenti al fabbisogno di una cittadina di 30.000 abitanti”.

E, “spinta dall’esplosione dell’intelligenza artificiale generativa e dall’espansione dei cloud hyperscale” (grossi fornitori di servizi scalabili – NdR), nel 2026 la loro domanda di energia crescerà ancora di più, confermando l’aumento esponenziale dell’ultimo quinquennio.

Basti pensare che solo qui da noi quest’anno le richieste di connessione alla rete da parte di cotali “ecosistemi” avrebbero superato i 50 GW, con un incremento del 70% rispetto all’anno precedente, con il Nord (Lombardia al comando) ad assorbire il 90% del totale.

E che a febbraio la stessa Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD) aveva indetto un summit per mettere a punto standard tecnici per poter “misurare l’impatto ambientale dell’IA, ormai questione urgente che richiede sforzi collettivi” [2].

Ovviamente non tutta l’energia immessa nei data center serve ad alimentare esclusivamente l’intelligenza artificiale: come riporta la MIT Technology Review, nel 2028 in USA solo poco più del 50% dell’elettricità consumata da questi sarà usata per l’IA [3].

Inoltre, contestualizzando le cifre nella totalità complessiva dei consumi, come puntualizza Sophia Chen su Nature, possiamo renderci conto che gli stessi data center usano soltanto “una quota minore” della domanda mondiale di elettricità [4].

E se da qui al 2050 assisteremo a una crescita dell’80% dei consumi elettrici, come stima la International Energy Agency (IEA) [5], per Chen ciò sarà dovuto in gran parte all’elettrificazione a maggior peso di molti altri settori, all’aumento di auto elettriche, di condizionatori d’aria ecc. Sarà…

Di sfide e opportunità per il nostro Paese legate al moltiplicarsi dei data center (l’Italia sarebbe oggi in 13ma posizione a livello globale con 168 unità) si è parlato qualche settimana fa anche al Forum di Cernobbio, dove The European House Ambrosetti (Teha Group) e A2A hanno dichiarato in un position paper che tali strutture “possono spingere il PIL nazionale del 15% annuo” e creare centinaia di migliaia di posti di lavoro [6].

Il discorso è complesso e quantomai strategico a diversi livelli. Gli esperti del Georgia Institute of Technology in USA, pur essendo convinti che l’intelligenza artificiale abbia “il potenziale di trasformare la scienza, la medicina, l’educazione e molto altro”, non negano di essere preoccupati che possa rischiare di “raggiungere limiti di prestazione, energia e costi” [7].

E per far sì che possa continuare a crescere apportando benefici alla società, il loro consiglio è che a un certo punto sarà importante riuscire a “passare da una scalabilità forzata a una scalabilità… intelligente” appunto, come riassume in una battuta Divya Mahayan.

In che modo? Lo vedremo. Sicuramente, male non fa iniziare a ragionarci sopra seriamente.

Marco Mozzoni
Direttore Responsabile

Note:

[1] Terna, “Data center e futuro: la sfida energetica che accende l’Italia”, LightBox Insight, 8/8/2025 – https://lightbox.terna.it/it/insight/data-center-rete-trasmissione ; TSO in questo caso sta per “Transmission System Operator”, ossia gestore del sistema di trasmissione energetica.

[2] Arti Garg, Irene Kitsara, “The hidden cost of AI: Unpacking its energy and water footprint”, OECD.ai Policy Observatory, February 26, 2025 – https://oecd.ai/en/wonk/the-hidden-cost-of-ai-energy-and-water-footprint ; per promuovere lo sviluppo e l’uso responsabile dell’IA, OECD ha istituito la Global Partnership on Artificial Intelligence (GPAI), iniziativa internazionale con 44 paesi membri a cui collabora una comunità di esperti accademici, governativi, dell’industria e della società civile che crede in una “human-centric and trustworthy AI” – https://oecd.ai/en/about/about-gpai

[3] James O’Donnell & Casey Crown, “We did the math on AI’s energy footprint. Here’s the story you haven’t heard”, MIT Technology Review, May 20, 2025 – https://www.technologyreview.com/2025/05/20/1116327/ai-energy-usage-climate-footprint-big-tech/

[4] Sophia Chen, “How much energy will AI really consume? The good, the bad and the unknown. Researchers want firms to be more transparent about the electricity demands of artificial intelligence”, Nature, 05 March 2025 – https://www.nature.com/articles/d41586-025-00616-z

[5] International Energy Agency (IEA), World Energy Outlook 2024 (IEA, 2024) – https://www.iea.org/reports/world-energy-outlook-2024 ; utile anche consultare la Global Energy Review 2025 (IEA, 2025) – https://www.iea.org/reports/global-energy-review-2025

[6] Georgia Institute of Technology, “AI’s Ballooning Energy Consumption Puts Spotlight On Data Center Efficiency”, Georgia Tech NewsWise, 15 Sept 2025 – https://www.newswise.com/articles/ai-s-ballooning-energy-consumption-puts-spotlight-on-data-center-efficiency

[7] ADN Kronos, “Speciale: L’Italia dei data center”, 5/9/2025 – https://www.adnkronos.com/speciali/a2a_cernobbio_2025/

Articolo originale pubblicato sulla testata partner “Reputation Today”, n. 46, settembre 2025; direttore scientifico Isabella Corradini, direttore responsabile Giuseppe de Paoli.

Foto di Roman Budnikov su Unsplash

BFJ BrainFactor Journal Num. 17 Vol. 2

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