Ci deve essere qualcosa che non gira nelle campagne di prevenzione destinate ai più giovani. O semplicemente i pubblicitari sono più bravi. Oppure il problema sta a un livello più profondo e non basta la comunicazione… Fatto è che l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) registra una “forte crescita del consumo di alcol fuori pasto tra gli adolescenti: nel 2000 consumava alcolici fuori pasto il 14,5% dei 14-17enni, nel 2010 la quota si attesta al 16,9 per cento”.
In particolare – secondo Istat – “il consumo di alcol fuori pasto cresce maggiormente per le ragazze (dal 12,2% al 14,6%), ma rimane più diffuso tra i maschi, per i quali passa dal 16,8% al 19,1 per cento”.
Cosa che più preoccupa è che “il cambiamento di abitudini riguarda non soltanto la frequenza e le circostanze di consumo, ma anche il tipo di bevande consumate. Diminuisce chi consuma solo vino e birra e aumenta chi consuma anche altri alcolici, come aperitivi, amari e superalcolici. I cambiamenti nel tipo di bevanda assunta riguardano i giovani fino a 24 anni e, in misura minore, gli adulti di 25-44 anni”.
E “non solo cresce tra i giovani il consumo di alcolici fuori pasto, ma, dal 2003, la quota di coloro che sono coinvolti nel binge drinking (il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) è ormai un dato stabile. Particolarmente a rischio sono i minorenni”…
“Quote crescenti di popolazione bevono alcolici al di fuori dai pasti e aumenta il consumo non quotidiano; il cambiamento è ancora più evidente tra le donne: infatti, tra il 2000 e il 2010 il numero di donne che consuma bevande alcoliche fuori dai pasti registra un incremento del 25,1% (contro il 15% dei maschi)”.
E gli anziani non sembrano passarsela meglio, perché “la popolazione più a rischio di consumo non moderato è proprio quella anziana: si tratta di 2 milioni e 915 mila persone di 65 anni e più (il 43,5% dei maschi e il 10,6% delle femmine), i quali consumano alcol quotidianamente eccedendo le raccomandazioni, spesso mantenendo comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli degli aumentati rischi per la salute dovuti all’avanzare dell’età”, spiegano all’Istituto.
“Nel complesso – sottolinea Istat – i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato), binge drinking (sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione) e consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni riguardano 8 milioni e 624 mila persone. La popolazione più a rischio di binge drinking è quella giovanile (18-24 anni): si tratta di 698 mila persone, il 16,6% dei giovani”…
Anche se, per dovere di cronaca (e se può bastare come consolazione), va segnalato che “nel 2010 la quota di popolazione di 11 anni e più che ha consumato almeno una bevanda alcolica durante l’anno è risultata pari al 65,7%, in diminuzione rispetto al 2009 (68,5%)”.
Fonti:
- Istat, Anno 2010: L’uso e l’abuso di alcol in Italia, Statistiche Report, 5 Aprile 2011 (testo integrale)
- Istat, Anno 2010: L’uso e l’abuso di alcol in Italia, Strategia di campionamento e livello di precisione dei risultati, Allegato, 5 Aprile 2011 (nota metodologica)
- Istat, Anno 2010: L’uso e l’abuso di alcol in Italia, Nota stampa del 5 Aprile 2011
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