ItaliaTiAscolto, Brainfactor intervista Emanuele Preti

Non è una novità il fatto che la pandemia si stia ripercuotendo sulla salute psicologica della popolazione (vedi: Brainfactor Research, 2020; The Lancet Psychiatry, 2021), trovatasi quasi all’improvviso faccia a faccia con eventi altamente stressanti come la perdita prematura di persone care, l’isolamento prolungato o l’estenuante malattia. Da qui il bisogno crescente di un “supporto” in grado di rispondere alle sempre più numerose richieste di aiuto.

In questo contesto nasce il progetto ItaliaTiAscolto, realizzato dal Bicocca Center for Applied Psychology (BiCApP) in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, la Fondazione di Comunità Milano e IMoobyte. A raccontarcelo è Emanuele Preti (nella foto), psicologo e psicoterapeuta, professore associato di Psicologia Clinica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e principale coordinatore dell’iniziativa.

Emanuele Preti

Professore, come nasce ItaliaTiAscolto?

ItaliaTiAscolto è un’iniziativa che nasce dall’analisi dei bisogni psicologici della popolazione legati alla pandemia in corso. Accanto all’emergenza di natura virale, infatti, si è sviluppata un’emergenza psicologica, data dalle situazioni di forte stress che molti hanno dovuto fronteggiare in questi mesi. È emerso il bisogno di uno strumento che fornisse supporto psicologico direttamente a casa del cittadino, per venire incontro a quanti non potessero muoversi, e che non necessitasse di alcun contributo economico da parte dell’utente, così da adattarsi a qualsiasi fascia di reddito. Il progetto si declina, quindi, come una piattaforma digitale gratuita, accessibile tramite smartphone, all’interno della quale è possibile partecipare a gruppi di sostegno psicologico riguardanti diverse tematiche. L’obiettivo su cui si fonda il progetto è quello di attivare una strategia di welfare innovativa, che fornisca risposta al disagio psicologico dei cittadini avvalendosi delle potenzialità delle nuove tecnologie.

Immaginando di essere un cittadino interessato, come posso utilizzare il servizio?

Utilizzare ItaliaTiAscolto è molto semplice, basta scaricare l’omonima App sul proprio smartphone (disponibile su Google Play e App Store) e registrarsi. Poi, l’utente potrà scegliere tra i diversi gruppi di discussione (le “stanze virtuali”) quello che maggiormente incontra le proprie esigenze personali. Ogni stanza, condotta da uno Psicoterapeuta abilitato, è dedicata ad un tema specifico, che corrisponde al principale argomento che verrà trattato in quella sede, e può essere visualizzata all’interno di un calendario presente sull’App. Una volta scelta la stanza a cui partecipare, all’utente basterà prenotarsi ed accedervi quando sarà il momento. Ogni incontro ha la durata di un’ora.

Può darci qualche esempio delle tematiche che vengono trattate nelle stanze virtuali?

Certamente. Ci sono stanze in cui vengono discussi temi specifici, come quella dedicata al lutto o quella relativa alla gestione dei figli, altre invece hanno un’impronta più generale che permette di approfondire diverse tematiche. Un esempio è la stanza “Oltre la pandemia psicologica”, una delle più frequentate, che si rivolge a tutti coloro i quali vogliano trovare nuove strategie psicologiche per gestire il disagio emotivo legato alla situazione di pandemia.

Uno degli aspetti più delicati connessi all’uso di dispositivi elettronici è quello della privacy riguardo i dati sensibili degli utenti. Come lo avete gestito?

La tutela della privacy dell’utente è una certamente una priorità, anche perché durante la partecipazione ai gruppi vengono condivise informazioni personali con gli altri membri. Tutto il team di sviluppatori di ItaliaTiAscolto ha lavorato per garantire il rispetto dei dati sensibili, che sono trattati in conformità con la nostra Privacy Policy, consultabile direttamente dall’App o sul nostro sito www.italiatiascolto.it

Quali sono gli elementi più innovativi di ItaliaTiAscolto rispetto a iniziative similari?

Principalmente due: la possibilità di usufruire gratuitamente del consulto psicologico e la possibilità di accedervi con il proprio smartphone ovunque ci si trovi. Queste caratteristiche fanno sì che l’iniziativa sia facilmente fruibile da tutti i cittadini, senza disparità di reddito o luogo di residenza. Il processo che porta l’individuo a chiedere sostegno psicologico viene, quindi, notevolmente semplificato e snellito in tutte le sue componenti.

Non ritiene che l’utilizzo di uno smartphone possa costituire una barriera per quanti non hanno dimestichezza con le nuove tecnologie? Penso in particolare agli anziani.

Certamente il digital divide ha un impatto sulla possibilità di accedere a servizi di questo tipo. E’ importante pensare a politiche che aiutino a colmare il divario digitale anche per situazioni di questo tipo e ci sono recenti iniziative che vanno in questa direzione. D’altra parte, strumenti come ItaliaTiAscolto possono essere utili anche per avvicinare all’uso delle nuove tecnologie fasce della popolazione difficili da raggiungere, come ad esempio gli anziani. La componente emozionale e relazionale del servizio, infatti, potrebbe rappresentare un incentivo importante per tali fasce della popolazione.

Ha detto che il servizio è gratuito per l’utente finale. Come sta in piedi dunque il progetto e in che forma gli psicologi prestano il loro operato?

Il primo trimestre del progetto è stato finanziato da Fondazione di Comunità Milano. I fondi che abbiamo ottenuto sono stati fondamentali per il lancio della piattaforma e per il reclutamento e la retribuzione di psicoterapeuti esperti nella conduzione di gruppo e nelle nuove tecnologie. Stiamo lavorando per cercare di ampliare la rete di finanziamento in modo da estendere anche la territorialità del progetto. In termini di sostenibilità, credo che progetti di questo tipo, attraverso l’uso delle nuove tecnologie e degli interventi di gruppo, rappresentino una prospettiva interessante per poter erogare servizi di qualità a un costo contenuto.

A oggi, quali esigenze della popolazione sono emerse?

Il progetto è nato nella primavera dello scorso anno ed è notevolmente cresciuto nei suoi primi mesi di vita. Insieme agli psicoterapeuti che si occupano di gestire i gruppi, abbiamo avuto modo di osservare una risposta positiva da parte della popolazione: il numero di utenti che hanno aderito al servizio, infatti, è aumentato nel corso dei mesi ed i gruppi sono diventati sempre più numerosi. Questo ci ha fatto riflettere sul fatto che lo strumento è effettivamente utile, che il bisogno di sostegno psicologico nei cittadini è reale e che c’è una forte necessità di ascolto e di comprensione.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?

La prima fase del progetto, come era stato inizialmente previsto, si è conclusa a Dicembre 2020, ma l’iniziale riscontro positivo ha motivato tutto il team a prolungare il servizio, dando inizio ad una seconda fase. Al momento stiamo lavorando insieme a diversi Enti e Fondazioni per organizzare il rinnovo ed ampliare ulteriormente il nostro bacino d’utenza. In merito a ciò, una delle idee che stiamo sviluppando è quella di arricchire l’App con gruppi rivolti agli adolescenti (al momento il servizio è rivolto unicamente ai cittadini maggiorenni – NdR), così da abbracciare anche i bisogni psicologici di questa fascia delicata della popolazione. Mi preme anche specificare che ItaliaTiAscolto è un progetto giovane ed in costante evoluzione. Per questo motivo, siamo sempre al lavoro per migliorarci e fornire un servizio utile e professionale, cercando di rispondere alle reali esigenze dei cittadini e promuovendo la salute psicologica di tutti.

Intervista di Clara Pizzolo

Featured image: Photo by Adem AY on Unsplash

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