Meno televisione, più attività sociali proteggono da invecchiamento e perdita memoria

tvGuardare troppa televisione non fa bene al cervello, soprattutto alla memoria. La aiuta invece, preservandola dal declino cognitivo legato all’invecchiamento, una costante attività mentale, come quella stimoltata dalla lettura di libri e giornali, e hobby che stimolano la psicomotricità quali lavorare all’uncinetto e lavorare la ceramica, ma anche fare giochi al computer. Hanno considerevoli effetti positivi sulla memoria anche le attività socializzanti. Lo sostiene uno studio della Mayo Clinic di Rochester che verrà presentato al meeting annuale della American Academy of Neurology di Seattle a fine aprile (AAN 2009), come riporta una nota stampa della Mayo Clinic.

I ricercatori della Mayo Clinic di Rochester hanno in corso uno studio su 197 persone fra i 70 e gli 89, diagnosticati MCI (mild cognitive impairment, una fase prodromica dell’Alzheimer) o perdita di memeoria, comparati con 1.124 soggetti pari età che non presentano tali sintomi. I soggetti sono stati indagati per le loro attivà di vita quotidiana in età adulta avanzata (quando avevano fra i 50 e i 65 anni) e nell’ultimo anno.

I risultati preliminari, resi noti in una intervista da Yonas Geda, neuropsichiatra alla Mayo Clinic e membro dell’American Academy of Neurology, mostrano che:

  • i soggetti che in età adulta leggono quotidianamente libri, fanno giochi al computer, lavori di ceramica e altri hobby creativi, hanno un rischio ridotto di perdere la memoria che va dal 30% al 50%, rispetto a quanti non risultavano impegnati in tali attività;
  • i soggetti che guardano la televisione per meno di 7 ore al giorno hanno un rischio ridotto di perdere la memoria del 50%, rispetto a quanti superavano tale limite orario davanti alla TV;
  • i soggetti impegnati quotidianamente in attività socializzanti hanno un rischio ridotto del del 40% di perdere la memoria, rispetto ai soggetti meno propensi alla socializzazione.

“E’ uno studio eccitante perché dimostra che l’invecchiamento non è un processo passivo: tenere il cervello attivo protegge da future perdite di memoria”, ha dichiarato con entusiasmo Geda.

I ricercatori della Mayo Clinic stanno attualmente testando su persone in fase MCI programmi di attività per il mantenimeto in salute del cervello, calendarizzati e a cadenza quotidiana, già sperimentati con successo in pazienti con disturbi di memoria causati da traumi cranici.

L’intervista a Yonas Geda:

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Marco Mozzoni
Direttore Responsabile

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