“L’uomo deve armonizzarsi con il cielo e la terra per trovare la vera salute. Quando i suoi pensieri seguono la via della rettitudine e il suo cuore è libero da turbamenti, allora il corpo sarà forte e la malattia non potrà attecchire.” Huangdi Neijing (Canone di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo)
La guarigione è un viaggio complesso, un processo che coinvolge il corpo, la mente e lo spirito. Nonostante l’avanzamento della medicina, tanto quella occidentale quanto quella complementare, molti pazienti continuano a lottare contro malattie che sembrano sfuggire a ogni trattamento.
Ma perché, nonostante le cure ricevute, a volte non si guarisce? La risposta potrebbe risiedere in un aspetto spesso trascurato: il nostro stato energetico e spirituale.
Nel Fedone di Platone, Socrate discute con i suoi discepoli sulla natura dell’anima e della guarigione autentica. Secondo il filosofo, non è il corpo a dover essere semplicemente curato, ma l’anima, la cui armonia interiore determina il vero stato di salute dell’essere umano. Una visione simile permea le antiche tradizioni orientali, in cui la malattia è vista non solo come un problema fisico, ma come un segnale di uno squilibrio più profondo.
Thomas Mann, ne La montagna incantata, narra di un sanatorio sulle Alpi, un luogo in cui la malattia non è solo un evento biologico, ma un’occasione per esplorare il senso della vita, il tempo e la trasformazione interiore.
Un concetto affine si ritrova ne Il Maestro e Margherita di Bulgakov, dove il confine tra malattia e redenzione si intreccia con il sovrannaturale e il destino individuale.
Anche la letteratura italiana affronta il tema della malattia come riflesso di un disagio esistenziale. In Malombra di Antonio Fogazzaro, la protagonista si ammala nel tentativo di ribellarsi a un destino imposto, evidenziando come la sofferenza possa avere radici profonde nell’inconscio.
Un tema simile si ritrova in La coscienza di Zeno di Italo Svevo, in cui la psicanalisi e l’autosuggestione rivelano quanto la mente influenzi il corpo e viceversa.
Infine, il Tao Te Ching di Laozi ci insegna che l’armonia con il Tao – il principio universale dell’ordine naturale – è essenziale per il benessere. La malattia, secondo questa visione, è spesso il risultato di un disallineamento con il flusso della vita.
La MTC, con la sua visione olistica, ci insegna che la salute dipende dal bilanciamento delle energie interne e dalla loro interazione con le dimensioni spirituali e psicologiche dell’individuo.
Secondo il Ling Shu, uno dei testi fondamentali della medicina cinese, il corpo è attraversato da meridiani energetici che collegano gli organi e regolano le funzioni vitali. Se il flusso del Qi è ostacolato, si manifesta la malattia. Le cause possono essere molteplici: fattori esterni (clima, tossine), interni (emozioni, stress, traumi) o misti (alimentazione, stile di vita errato).
La diagnosi in MTC avviene attraverso osservazione della lingua, palpazione dei polsi e analisi della costituzione energetica del paziente. Tuttavia, il trattamento non si limita a contrastare i sintomi, ma mira a ristabilire un equilibrio più profondo, considerando anche blocchi energetici e influenze sottili.
In molte tradizioni spirituali, incluso il buddismo, la malattia può essere vista come il risultato di un “debito karmico”, ovvero l’effetto di azioni passate che influenzano il presente. Questo implica che alcune malattie croniche possano essere manifestazioni di squilibri spirituali non risolti.
Si hanno esempi pratici di persone con una malattia persistente che nonostante le cure convenzionali e alternative hanno difficoltà a guarire. Approfondendo l’aspetto spirituale, si può scoprire che la loro condizione è legata a esperienze passate non elaborate. Fare dunque pace con il passato e con se stessi sembra essere la via di fuga.
Tecniche come la meditazione, la recitazione di mantra e il Qi Gong possono supportare un percorso di riequilibrio energetico e favorire la guarigione integrandosi perfettamente con le cure tradizionali.
La MTC riconosce da sempre il valore del suono come strumento terapeutico per armonizzare il Qi. Ogni organo ha una propria vibrazione e può essere riequilibrato attraverso frequenze sonore. Nel Qi Gong terapeutico, ad esempio, si utilizzano suoni curativi per ristabilire l’equilibrio energetico di fegato, polmoni e cuore.
Anche pratiche a noi più note come il canto gregoriano e il canto armonico tibetano hanno dimostrato effetti benefici sul benessere. La ripetizione di un mantra o la vocalizzazione di un salmo aiutano a riequilibrare le frequenze interiori, favorendo il processo di autoguarigione.
La letteratura scientifica ci riporta di persone con ansia cronica che, integrando la terapia con suoni curativi e mantra, hanno sperimentato una significativa riduzione dello stress e un miglioramento del benessere psicofisico. Il vecchio adagio canta che ti passa trova dunque compimento.
Diverse pratiche terapeutiche poi possono essere di complemento per sbloccare l’energia stagnante e favorire il ritorno alla salute
La Biorisonanza utilizza frequenze elettromagnetiche per correggere squilibri energetici. Persone con disturbi digestivi cronici, ad esempio, hanno riportato miglioramenti significativi dopo alcune sedute di biorisonanza.
La Coppettazione stimola il flusso sanguigno e il Qi nei meridiani. Le tensioni muscolari persistenti trovano sollievo e maggiore mobilità grazie a questa tecnica.
La Riflessologia e la Digitopressione attivano punti riflessi per riequilibrare gli organi interni. Per esempio l’affaticamento cronico ne beneficia grazie alla stimolazione dei punti legati alla funzionalità renale.
Un’altra ipotesi affascinante che ho avuto modo di valutare suggerisce che le lingue umane si siano evolute in base alle frequenze energetiche e ambientali dei territori in cui sono nate. Le lingue nordiche, più gutturali, potrebbero riflettere un’energia terrestre più densa, mentre quelle asiatiche, con suoni più melodici, risuonano con vibrazioni più sottili. Questa teoria si allinea con il principio della MTC secondo cui ogni suono ha un effetto sulle energie corporee e ambientali.
La guarigione non è solo un processo meccanico, ma un viaggio che coinvolge corpo, mente e spirito. Quando una malattia persiste, potrebbe esserci uno squilibrio energetico o un blocco spirituale non ancora risolto.
Comprendere che la guarigione non è solo fisica, ma anche un “allineamento con le frequenze dell’universo”, apre nuove prospettive su come affrontare le malattie croniche e migliorare la qualità della vita avviando anche quei processi di integrazione tra terapie convenzionali e non convenzionali.
IPHM Paolo G. Bianchi
International Practitioner of Holistic Medicine cod NM3304
Professionista disciplinato legge 4/2013
www.paologbianchi.com
Bibliografia
- Liao, H. (2020). Integrating Traditional Chinese Medicine and Western Medicine in the Treatment of Chronic Diseases: A New Approach. Journal of Integrative Medicine, 18(5), 389-397.
- Wang, J., & Li, Z. (2021). Bioenergetics and Healing: The Role of Energy Medicine in Modern Therapy. Energy Research Journal, 13(3), 217-224.
- Chen, Y., & Zhang, J. (2022). The Role of Sound Therapy in Traditional Chinese Medicine: Current Perspectives and Future Directions. Chinese Journal of Integrative Medicine, 28(7), 529-536.
- Thich Nhat Hanh. (2020). The Heart of the Buddha’s Teaching: Transforming Suffering into Peace, Joy, and Liberation. Parallax Press.
- Norman Doidge (2021). La mente che cura: Neuroscienze e potere di guarigione.
- Lissa Rankin (2020). Oltre la medicina: La scienza dell’autoguarigione.
- Ted J. Kaptchuk (2022). La scienza dell’efficacia terapeutica: Perché le cure falliscono.
- David Rakel (2021). Medicina integrata: Sfide e prospettive.
- Ranjana Srivastava (2023). Il paradosso della guarigione: Quando le terapie non funzionano.
Foto di Katherine Hanlon su Unsplash

Be the first to comment on "Oltre la cura: il “mistero” della guarigione"