Lo hanno chiesto i ricercatori dell’Università del Queensland a 605 australiani fra i 18 e i 96 anni, invitandoli a pensare a un allungamento della propria vita oltre l’attuale limite biologico. Il 63% si è prefigurato i benefici personali… poter dedicare più tempo alla famiglia (36% di loro), avere più tempo per perseguire le proprie ambizioni (31%), avere una migliore qualità di vita (21%). Lo studio è pubblicato su Rejuvenation Research (Partridge B et al., Ethical, Social, and Personal Implications of Extended Human Lifespan Identified by Members of the Public, Rej Res 2009).
La ricerca, che porta la firma di Jayne Lucke e Wayne Hall della UQ School of Population Health e di Brad Partridge della Mayo Clinic, mostra che solo il 18% degli intervistati si dichiara preoccupato delle possibili ricadute negative di questo “extra time”: il prolungamento di stati di cattiva salute (34% di questi), i costi economici legati al vivere più a lungo (16%), il sopravvivere ai propri amici e familiari (12%).
Però, nonostante quasi la metà dei partecipanti ritiene che un prolungamento della vita possa portare benefici anche alla società nel suo complesso, quali l’aumento della conoscenza collettiva (26%) e la maggiore permanenza sul pianeta di persone importanti (15%), il 52% degli intervistati esprime preoccupazione per i problemi derivanti da una prevedibile sovrappopolazione (40% di questi) e dall’aumento del carico di sanità e welfare (23%).
Be the first to comment on "Perché vivere più a lungo?"