SEOUL – Si è chiuso ieri a Seoul in Corea il XXVII Congresso Mondiale di Neurologia (World Congress of Neurology, WCN 2025), nel corso del quale è stato presentato il “Global Status Report on Neurology 2025” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Elaborato nell’ambito dell’Intersectoral Global Action Plan on Epilepsy and Other Neurological Disorders 2022–2031, il rapporto mette in luce come i disturbi neurologici rappresentino una delle principali sfide sanitarie a livello planetario, essendo le patologie del sistema nervoso “la prima causa di disabilità nel mondo”, con oltre 3,4 miliardi di casi all’’anno.
Emergono però “marcate disuguaglianze tra i Paesi nell’affrontare le malattie neurologiche”, evidenzia la Società Italiana di Neurologia (SIN): “nei contesti ad alto reddito, si registrano in media 9 neurologi ogni 100.000 abitanti, mentre nei Paesi a basso reddito la disponibilità scende drasticamente a meno di 1 neurologo ogni 100.000 abitanti”.
A questa disparità va aggiunta inoltre una limitata capacità di pianificazione e monitoraggio, perché “solo il 39% degli Stati dispone di strategie nazionali dedicate, e appena il 15% raccoglie dati epidemiologici in modo sistematico”.
Quattro dunque le priorità chiave dell’OMS: rafforzare la governance sanitaria, garantire un accesso equo alle cure, formare e distribuire una forza lavoro sanitaria qualificata, promuovere la salute del cervello e intensificare gli sforzi nella ricerca scientifica.

Immagine: WHO, Global Status Report on Neurology 2025
E qui da noi come siamo messi? “In Italia – spiegano alla SIN – l’assistenza neurologica si colloca in una posizione intermedia rispetto al contesto internazionale: il nostro Paese può contare su una neurologia scientificamente avanzata, con elevati livelli di competenza clinica e di ricerca, ma sconta ancora forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi”.
In numeri? “Attualmente operano circa 7.000 neurologi, di cui meno di 3.000 all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN); la densità media è di circa 5 neurologi pubblici ogni 100.000 abitanti, ma questa presenza è distribuita in modo non uniforme: le carenze più marcate si riscontrano al di fuori dei grandi centri urbani, in particolare nelle aree rurali, montane e insulari”.
“Le malattie neurologiche di maggiore impatto – aggiungono – coinvolgono oltre 3 milioni di persone in Italia, generando un costo economico stimato di oltre 20 miliardi di euro l’anno; tuttavia, se si includono tutte le patologie croniche che interessano il sistema nervoso, si arriva a coinvolgere circa un italiano su tre, confermando il peso crescente di questi disturbi sulla salute pubblica e sulla sostenibilità del sistema sanitario”.
“La Strategia Italiana per la Salute del Cervello promossa dalla SIN e approvata dal Ministero della Salute si fonda sul principio One Brain One Health, riconoscendo che la salute del cervello è la prima infrastruttura della salute umana”, spiega il prof. Alessandro Padovani, Presidente SIN.
L’obiettivo – ricorda Padovani – è di arrivare a “un’alleanza nazionale e internazionale che coinvolga neurologi, psichiatri, geriatri, medici di medicina generale, istituzioni, scuole e cittadini nella promozione della brain health lungo tutto l’arco della vita: il cervello è la prima infrastruttura della salute, proteggerlo significa investire nel futuro, nella dignità e nella coesione del Paese”.
Qui il rapporto OMS (pdf):

Immagini: WHO, Global Status Report on Neurology 2025

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