ROMA – “Tutti coloro che hanno un familiare colpito da una grave cerebrolesione acquisita si trovano in una situazione difficile da affrontare: la loro vita viene completamente stravolta… Il coma è una malattia della famiglia e nel percorso che porta allo stato vegetativo è tutta la famiglia che va curata”. Così si apre il Libro bianco sugli stati vegetativi e di minima coscienza presentato questo pomeriggio a Roma al Ministero della Salute.
“Che cos’è lo Stato Vegetativo? Come si differenzia dal Coma? Chi è la persona in Stato Vegetativo (SV) o di Minima Coscienza (SMC)? Di che cosa ha bisogno? Solo con una risposta corretta a queste domande è possibile affrontare adeguatamente la realtà di persone che vivono una situazione di fragilità estrema, insieme con le famiglie e le reti parentali e amicali intorno a loro”, si legge nel volume reso oggi pubblico nel corso del seminario Il punto sugli stati vegetativi: il libro bianco delle Associazioni e il documento della Commissione scientifica, appena conclusosi all’Auditorium della sede di Lungotevere Ripa del Ministero della Salute.
“Dal punto di vista della definizione scientifica – prosegue il libro bianco – lo stato vegetativo è una condizione funzionale del cervello, che insorge subito dopo l’evento acuto che lo ha determinato, diventando riconoscibile solo quando finisce il coma che, sovrapponendosi, lo maschera. Lo SV è infatti uno dei possibili esiti del coma, che è invece uno stato transitorio dal quale si può uscire in tre modi: 1) con la morte 2) ripercorrendo tutti i gradini del coma fino a uscirne – con o senza danni; 3) passando in uno SV/SMC, situazione che può durare a lungo o per sempre. La persona in SV, dopo un lungo e impegnativo percorso sanitario, trascorso fra sale di rianimazione e reparti specializzati, si trova in una situazione personale clinica stabile, con funzioni vitali autonome: dorme e si sveglia con ritmi regolari, respira da sola, non è attaccata a nessuna macchina, ha una sua attività cerebrale. Talvolta riesce anche a deglutire, ma con difficoltà e lentezza, per cui spesso si preferisce nutrirla con sondino naso-gastrico, o con la PEG (percutanea enterogastrostomia). Queste persone non sono in uno stato terminale, anzi possono lentamente migliorare e, se accudite con attenzione, vivere a lungo”.
Qui il testo integrale del Libro bianco ministeriale sugli stati vegetativi (pdf)
Per un approfondimento scientifico dell’argomento, vedere gli articoli di BrainFactor inerenti il tema Cervello e coscienza: teorie e riscontri clinici
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