ROMA – “Circa 150.000 persone vivono con HIV nel nostro Paese e nell’ultimo anno sono state segnalate 2.379 nuove diagnosi”. Così il Prof. Daniele Armenia, docente di Virologia presso UniCamillus International University of Medical Sciences, in occasione della Giornata Mondiale dell’AIDS (World AIDS Day) del 1° dicembre. “A livello globale – aggiunge – il virus continua a provocare oltre 700.000 decessi l’anno, inclusi circa 60.000 bambini”.
Ma il dato più preoccupante “riguarda le diagnosi tardive: nel 2024 quasi la metà dei nuovi casi è stata identificata solo in presenza di sintomi legati all’immunodepressione mentre solo un quinto delle persone ha effettuato il test a seguito di comportamenti sessuali a rischio; questo significa che molti non percepiscono il rischio e, senza saperlo, possono trasmettere il virus: ciò è frustrante, perché oggi abbiamo strumenti di prevenzione efficacissimi”, spiega il professore.
Come “la profilassi pre-esposizione (PrEP), che permette di prevenire l’infezione nelle persone più esposte: per averla è necessario rivolgersi a un medico specialista, che valuterà l’idoneità al trattamento e ne seguirà la prescrizione e il monitoraggio”. Inoltre, “la profilassi post-esposizione (PEP) può prevenire l’infezione da HIV se iniziato entro 72 ore da un contatto a rischio”.
“In UniCamillus – aggiunge Armenia – lavoriamo ogni giorno per formare professionisti preparati sull’HIV e sulle principali malattie infettive, con percorsi didattici e attività di ricerca che mettono al centro prevenzione, diagnosi precoce e lotta allo stigma: è un impegno che portiamo avanti da anni e che continueremo a rafforzare, perché investire nella formazione significa investire nella salute pubblica”.
Foto di Bermix Studio su Unsplash

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