La letteratura ha da sempre raccontato le ferite dell’anima, tra cui il dolore della mancanza di affetto. Ne “Grandi Speranze” di Charles Dickens, il giovane Pip cresce tra l’indifferenza della sorella maggiore e le manipolazioni della signorina Havisham, sviluppando una profonda insicurezza.
In “Il giovane Holden” di J.D. Salinger, il protagonista cerca disperatamente un contatto umano sincero per colmare il vuoto affettivo che lo affligge.
Ne “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, la perdita di un’amicizia profonda per motivi storici riflette il trauma della separazione emotiva.
Anche in “Cime Tempestose” di Emily Brontë, Heathcliff cresce senza amore, trasformandosi in un uomo tormentato e vendicativo. Questi esempi mostrano come la privazione affettiva possa determinare un destino emotivo complesso e doloroso.
A livello psicologico, la carenza di affetto nell’infanzia può avere effetti devastanti.
John Bowlby, con la sua teoria dell’attaccamento, ha dimostrato che un legame affettivo sicuro nei primi anni di vita è essenziale per un corretto sviluppo emotivo. Bambini privati dell’amore genitoriale possono sviluppare disturbi dell’attaccamento, difficoltà nelle relazioni e una bassa autostima.
Il trauma dell’abbandono, come sottolineato da Donald Winnicott, può generare una personalità “falsa”, dove l’individuo si adatta agli altri per paura di essere rifiutato. Inoltre, recenti studi neurobiologici confermano che l’assenza di affetto altera la produzione di ossitocina e serotonina, influenzando negativamente la regolazione emotiva.
Dal punto di vista filosofico, il concetto di affetto si intreccia con il senso di appartenenza e di esistenza.
Erich Fromm, nel suo saggio “L’arte di amare”, sottolinea che l’amore non è solo un sentimento ma una pratica attiva di cura, responsabilità e rispetto.
Anche Nietzsche, in “Così parlò Zarathustra”, parla della necessità di superare le ferite emotive attraverso la trasformazione personale.
In Oriente, il buddismo considera l’amore compassionevole (Metta) come un elemento chiave per la realizzazione dell’essere umano.
La filosofia taoista, su cui si fonda la medicina tradizionale cinese, considera l’essere umano un microcosmo inserito nell’armonia dell’universo. Secondo il Dao De Jing, il Tao è la fonte inesauribile della vita, e il suo fluire ininterrotto rappresenta l’equilibrio tra Yin e Yang, le due forze complementari dell’esistenza. L’amore e l’affetto sono manifestazioni di questa armonia: come l’acqua nutre e modella la terra senza sforzo, così l’essere umano, per crescere sano, ha bisogno di ricevere e dare affetto in un ciclo naturale di scambio energetico.
Nel Taoismo, l’assenza di affetto può essere vista come una rottura di questo equilibrio, una disconnessione dal flusso naturale del Qi (energia vitale). Il concetto di Wu Wei (non azione, o azione spontanea in accordo con il Tao) insegna che l’amore non può essere forzato o trattenuto, ma deve fluire liberamente, come il vento che soffia senza resistenza. Quando un bambino cresce in un ambiente privo di calore emotivo, il suo Qi può stagnare, generando blocchi energetici che in età adulta si traducono in squilibri emotivi e fisici. In particolare, un deficit di affetto può indebolire il Cuore (Xin), organo associato alla gioia e alla connessione con gli altri, secondo la MTC.
Inoltre, il Taoismo sottolinea l’importanza della connessione con la natura come forma di nutrimento spirituale e affettivo. Un individuo che ha sperimentato carenze affettive può ritrovare equilibrio attraverso pratiche come la meditazione, la respirazione consapevole, il Qi Gong e la contemplazione del mondo naturale, che risvegliano il senso di appartenenza al cosmo e aiutano a ristabilire la circolazione armoniosa del Qi.
In questa prospettiva, la guarigione non avviene solo attraverso relazioni interpersonali, ma anche grazie alla riscoperta della propria unità con il Tao, sorgente ultima di tutte le energie vitali.
Nella Medicina Tradizionale Cinese, l’equilibrio tra emozioni e organi interni è fondamentale per il benessere fisico ed energetico. L’affetto, inteso come calore umano, supporto emotivo e connessione, è direttamente legato all’energia del Cuore (Xin), considerato l’Imperatore del corpo e sede dello Shen (Spirito). Quando un individuo cresce in un ambiente privo di amore e sostegno, il Cuore può subire uno squilibrio, portando a disturbi emozionali come ansia, insonnia, depressione e senso di vuoto interiore.
Secondo la teoria dei Cinque Movimenti (Wu Xing), il Cuore appartiene all’Elemento Fuoco, che governa la gioia e la comunicazione emotiva. Se il Fuoco è carente a causa di una mancanza di affetto, il soggetto può sviluppare freddezza emotiva, difficoltà relazionali e una tendenza all’isolamento.
Se, invece, il Fuoco diventa eccessivo (magari per un’ansia di ricerca affettiva mai soddisfatta), può manifestarsi agitazione mentale, pensieri ossessivi e squilibri cardiaci come palpitazioni e sudorazione notturna.
Ma la mancanza di affetto non colpisce solo il Cuore. La Milza (Pi), associata all’Elemento Terra e al nutrimento, è responsabile dell’elaborazione emotiva e della stabilità interiore. In MTC, la Milza è legata al sostegno ricevuto durante l’infanzia, sia in termini di nutrizione fisica sia in termini di nutrimento emotivo. Un deficit affettivo può portare a uno squilibrio della Milza, con sintomi come “rimuginazione” mentale, senso di insicurezza, stanchezza cronica e disturbi digestivi.
Anche il Rene (Shen), legato all’Elemento Acqua e alla nostra energia vitale innata, può risentire di un’infanzia priva di affetto. Il Rene è associato alla paura e al senso di radicamento nella vita. Un bambino cresciuto senza calore affettivo può sviluppare debolezza renale, manifestata in età adulta sotto forma di ansia profonda, difficoltà a fidarsi degli altri, blocchi nella sfera sessuale e persino disturbi ossei o endocrini, dato che il Rene è considerato la riserva dell’energia vitale.
Le strategie terapeutiche in MTC per riequilibrare l’effetto di una carenza affettiva sono diverse.
Il Tuina e digitopressione attraverso la stimolazione di punti come Shenmen (HT-7) sul meridiano del Cuore o Yintang (tra le sopracciglia) aiuta a calmare lo Shen e ridurre ansia e insonnia.
La Moxibustione e il calore terapeutico applicato su punti come Guanyuan (CV-4) o Qihai (CV-6) rinforza il Rene e il radicamento interiore.
La fitoterapia suggerisce rimedi come il Suan Zao Ren Tang (per il Cuore) o il Gui Pi Tang (per la Milza) che aiutano a ristabilire equilibrio emotivo e vigore energetico.
Non possono mancare Qi Gong e respirazione consapevole come pratiche di regolazione del Qi che migliorano la connessione con sé stessi e favoriscono una maggiore apertura emotiva.
Una sana dieta energetica che preveda consumo di alimenti caldi e nutritivi (come zuppe di pollo, datteri rossi, riso integrale) sostiene il sistema energetico della Milza e aiuta a compensare il senso di vuoto affettivo.
È sempre bene tenere presente che nella visione della MTC, la guarigione non avviene solo a livello mentale, ma attraverso un riequilibrio energetico profondo che coinvolge corpo, emozioni e spirito, ripristinando la capacità di ricevere e donare affetto in modo armonioso.
La mancanza di affetto nell’infanzia lascia dunque segni profondi che si riflettono nell’età adulta, influenzando la salute emotiva e le relazioni. Tuttavia, attraverso la consapevolezza, le terapie olistiche e una maggiore connessione con sé stessi, è possibile sanare queste ferite e ritrovare equilibrio. La letteratura, la psicologia, la MTC e la filosofia offrono strumenti preziosi per comprendere e trasformare questo dolore in crescita personale.
IPHM Paolo G. Bianchi
International Practitioner of Holistic Medicine cod NM3304
Professionista disciplinato legge 4/2013
www.paologbianchi.com
Bibliografia
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Foto di Michael Olsen su Unsplash

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