Premessa
La Cina continua a mantenere un livello altissimo di progresso tecnologico specialmente sul versante dell’Intelligenza Artificiale, nonostante le politiche avverse dovute ai dazi, alle restrizioni all’esportazione di semiconduttori e altre strategie messe in atto per contrastare un approccio che finora è stato in grado di adattarsi e rispondere alle continue sfide. A monte vi è certamente una pianificazione strategica, indispensabile in ogni processo ma ancor più in un settore così delicato e invasivo; ad essa seguono un utilizzo mirato delle risorse disponibili e la possibilità di poter contare su una generazione di giovani brillanti promesse nel settore.
L’aspetto tecnologico
Molti sono i successi ottenuti anche attraverso l’uso di hardware a detta di molti meno potenti rispetto a quelli disponibili in altri paesi, scelta questa che consente di offrire una capacità competitiva di assoluto rispetto, potendo immettere sul mercato, una serie di prodotti destinati a una vasta gamma di pubblico e quindi anche a sviluppatori e ricercatori con risorse limitate. Nel frattempo sono stati raggiunti notevoli risultati grazie a una serie di innovazioni software che hanno sviluppato tecniche innovative per una massimizzazione dell’output elaborativo [1].
Nel 2024 la Cina ha dovuto affrontare una situazione particolarmente complessa e per certi versi contraddittoria per quanto riguarda i chip di intelligenza artificiale. A fronte di una sovracapacità produttiva in alcuni settori, ha dovuto registrare una carenza di risorse di elaborazione di alta qualità necessarie nel settore IA. Una possibile spiegazione può essere dovuta al fatto che inizialmente, a fronte delle restrizioni nell’esportazioni imposte dagli USA, il paese ha accumulato una notevole quantità di chip, ha costruito data center di intelligenza artificiale e creato enormi cluster in prospettiva di una futura domanda.
Parallelamente si è attivata sul mercato per eludere i controlli sulle esportazioni statunitensi e ordinare i più recenti chip prodotti sul mercato. Questa ricerca spasmodica all’accumulo avrebbe determinato una distribuzione di prodotto non adeguata e la creazione di infrastrutture il cui prodotto era sostanzialmente definibile come “low-quality computer”. Altra spiegazione potrebbe essere quella che dal 2023 al 2024 si è assistito a un problema tra la domanda e breve termine e quella a lungo termine, determinando la scelta da parte di molte aziende cinesi, ad occuparsi di applicazioni di IA, tralasciando lo sviluppo di modelli di addestramento, la cui domanda, in un mercato sempre più esigente, è andata via via crescendo in maniera esponenziale [2].
Il contesto geopolitico
Le esigenze di trovare un adeguato equilibrio tra sviluppo e controllo settoriale devono essere inquadrate in un contesto più ampio di quello strettamente tecnologico e di mercato. Si tratta infatti di un terreno di uno scontro geopolitico tra USA e Cina che si protrae da tempo e che, a fasi alterne, vede l’uno emergere o tentare di farlo, nei confronti dell’altro. Come ogni terreno di scontro geopolitico è doveroso distinguere gli effetti diretti e indiretti che tale competizione può avere in un contesto globale. In questo ambito, gli effetti diretti sono riconducibili ai fattori che riguardano l’impatto dell’IA (stante le sue innumerevoli applicazioni), ai fini geopolitici e geostrategici in ambito militare e nell’ambito del supporto offerto ai vari processi decisionali in ambito politico.
Per quanto riguarda gli effetti indiretti vanno ricercati nelle ripercussioni sulla produttività e sulla crescita economica dal momento che da anni si susseguono previsioni che indicano come potenzialmente l’IA sia in grado di aggiungere dai 13 ai 16 trilioni di dollari al comparto delle attività economiche, entro il 2030 [3]. Altri effetti indiretti tuttavia potrebbero riguardare la stabilità e la coesione sociale. Non è da sottovalutare l’impatto che l’IA riversa nel settore della Difesa e più nel particolare delle armi a guida autonoma. Le evidenze del periodo dimostrano come in un moderno teatro operativo vi sia ancora spazio per l’uso di tecnologia “tradizionale” ovvero di armi non collegate alle applicazioni dell’intelligenza artificiale, tuttavia è un dato di fatto che l’integrazione dei moderni dispositivi di uso militare si interfacceranno sempre più massicciamente con i software in grado di stabilire connessioni sempre più invadenti.
In un recente rapporto di RAND redatto nel 2024, si suggerisce come l’ingente concentrazione di risorse finanziarie, tecnologiche, di progettazione e realizzative nel settore, siano di appannaggio quasi esclusivo delle superpotenze e difficilmente qualsiasi paese o potenza di medio livello potrà mai eguagliare il piano raggiunto da quelle più grandi. Si tratta quindi di una competizione in capo a pochi, che si svolge senza esclusione di colpi, ma anche con inevitabili ripercussioni tra i restanti paesi. In un quadro più globale è certamente evidente che tali applicazioni possano consentire di migliorare le posizioni di forza anche a gruppi armati o comunque ad attori non statali producendo dinamiche non facilmente catalogabili in ambito geopolitico [4].
Resta il fatto che la Cina vuole assurgere a leader mondiale del settore entro il 2030 e per raggiungere questo obiettivo procede nell’implementazione di strumenti di politica industriale sull’intero processo di sviluppo full-stack, dai chip alle applicazioni. La politica industriale cinese in materia di intelligenza artificiale contribuirà ad incrementare l’intero settore, tramite un concreto il sostegno alla ricerca ma anche incoraggiando i giovani talenti. I modelli di IA cinesi stanno colmando il divario prestazionale con i migliori modelli statunitensi tramite l’introduzione delle tecnologie in tutti i settori della società, dai veicoli elettrici e dalla robotica all’assistenza sanitaria e alla biotecnologia [5].
Il sostegno statale e la rete di ricerca
Sebbene gran parte di questa crescita sia trainata dall’innovazione nelle aziende tecnologiche private cinesi, il sostegno statale ha contribuito a migliorare la competitività settoriale. Tale sostegno si sviluppa attraverso un sistema di finanziamento concreto ed efficace a Università e laboratori statali, attraverso canali come ad esempio sovvenzioni alla National Natural Science Foundation of China [6] e dei suoi programmi nazionali di ricerca e sviluppo; si tratta di sovvenzioni che contribuiscono a trasformare le università e i laboratori in centri di ricerca sull’intelligenza artificiale di livello mondiale.
Inscindibile la collaborazione tra le università e le aziende che condividono gli studi, i processi innovativi e i successi ottenuti, formando in tal modo una comunità di ricerca di assoluto livello, come dimostrato dal fatto che la gran parte dei ricercatori si è formata in università cinesi. Si punta molto anche sui laboratori finanziati dallo stato, capaci di svolgere un ruolo cruciale nella ricerca, nel coordinamento di standard comuni e nella promozione di giovani talenti, tra questi si distinguono quelli della Tsinghua University [7], lo Zhejiang Lab di Hangzhou [8] che è uno dei principali laboratori di intelligenza artificiale finanziati dallo stato, lo Shanghai AI Lab [9], il Peng Cheng Lab di Shenzhen [10].
Tra le maggiori istituzioni va certamente ricordata l’Accademia di intelligenza artificiale di Pechino (Beijing Academy of Artificial Intelligence) [11], nota anche come Istituto Zhiyuan unica probabilmente per le prospettive delle capacità cognitive tecnologiche [12]. La rivoluzione apportata dall’IA in Cina è rilevabile soprattutto negli aspetti legati all’innovazione, all’efficienza e alla competitività di alcuni settori chiave quali: la produzione industriale (la maggior parte dei processi di produzione è affidata a tecnologie emergenti di apprendimento automatico, manutenzione predittiva e controllo intelligente); l’Automotive e il trasporto autonomo (il settore dei trasporti è già in gran parte integrato da sistemi a guida autonoma e da smart-cabin di nuova generazione); il servizio pubblico (la gestione urbana affidata a servizi di smart cities che coordinano il monitoraggio ambientale, il flusso del traffico e la gestione urbana); sanità (Il potenziale incredibile evidenziato dall’ospedale virtuale della Tsingua University e la piattaforma per l’imaging TC) [13].
Il sistema scolastico
Altro dato emergente è l’introduzione dell’offerta formativa dell’intelligenza artificiale già a partire dalle scuole primarie e secondarie che, come preannunciato nel mese di dicembre 2024 dalle autorità scolastiche, costituisce un incentivo per coltivare creatività, interesse scientifico e competenze digitali tra gli studenti [14]. Le linee guida ministeriali introdotte a partire dal 2025 precisano poi che nelle scuole primarie è vietato utilizzare autonomamente strumenti di intelligenza artificiale generativa senza restrizioni, sebbene un insegnante possa utilizzare la tecnologie per supportare l’insegnamento. Gradualmente, agli studenti delle scuole medie è consentito esplorare il modo in cui l’IA analizza le informazioni e i processi derivanti, mentre agli studenti delle scuole superiori è consentito un uso della tecnologia molto più ampio. A fattor comune è previsto il divieto di copiare direttamente i contenuti generati e di trasferirli nei compiti e le scuole vengono invitate a stilare un elenco di applicazioni e strumenti di IA generativa approvati, che possano essere usate in ambito scolastico [15].
La leadership globale
Una ricerca condotta da Morgan Stanley [16] indica che la Cina, ove fosse confermato il raggiungimento degli obiettivi prefissati per il 2030 circa gli investimenti nel settore IA, stima che questi potrebbero portare a un ritorno sul capitale investito, pari al 52%, con un risultato quindi di assoluto livello che andrebbe oltre le aspettative. Nella stessa ricerca vengono poi indicati quattro fattori determinanti da cui potrà dipendere la leadership a livello globale. Il primo di questi quattro può essere individuato nella raccolta di dati e delle informazioni: la popolazione nazionale di oltre 1,4 miliardi di persone e 1,1 miliardi di utenti di app mobili, piattaforme di e-commerce e social media forniscono enormi quantità di dati essenziali per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Il secondo fattore è collegato all’approvvigionamento energetico: la Cina ha più centrali nucleari in costruzione rispetto al resto del mondo messo insieme, il che diventerà fondamentale per soddisfare la domanda di energia dei data center.
Di fondamentale importanza anche l’intero sistema informatico: nonostante i controlli sulle esportazioni imposti dagli Stati Uniti, il percorso della Cina verso la completa autosufficienza nella produzione di chip avanzati resta incerto, ma l’industria locale ha dimostrato capacità di resilienza e progressi che lasciano intuire una programmazione in grado di contrastare le difficoltà e gli ostacoli predisposti da altri paesi. Infine, l’ultimo fattore indicato è quello del talento/abilità: il Paese vanta il 47% dei migliori ricercatori di intelligenza artificiale al mondo e oltre il 50% dei brevetti di intelligenza artificiale. Continua a investire massicciamente nella forza lavoro, con programmi sostenuti dal governo che incoraggiano gli studenti a conseguire lauree e competenze critiche legate all’intelligenza artificiale.
La corsa ad un primato nel settore dell’intelligenza artificiale ha avuto inizio e ha già prodotto inevitabili ripercussioni sulla geopolitica e, diventando essa stessa terreno di scontro soprattutto con le grandi e le medie potenze che aspirano a una nuova autonomia e che, attraverso nuove sfere di influenza e partenariati strategici, stanno influenzando le dinamiche globali. Che lo si voglia definire “momento di riorganizzazione” [17] o “disordine internazionale” [18] resta il fatto che è già stato tracciato un sentiero nelle relazioni internazionali che è fin troppo evidente. Ignorarlo intenzionalmente o peggio, pensare di affrontarlo con supponenza e mancata visione strategica, sottovalutando le conseguenze a cui tutti, nessuno escluso, possiamo andare incontro, rappresenterebbe un errore gravissimo.
Pietro Lucania
Note
- G.Interesse: “La DeepSeek cinese e i suoi modelli di intelligenza artificiale open source”, in China Briefing, February 28, 2025, https://www.china-briefing.com/news/la-deepseek-cinese-e-i-suoi-modelli-di-intelligenza-artificiale-open-source/
- G.S.Smith: “The Curious Case of China’s Chip Surplus”, in Forbes, Mar 08, 2025, https://www.forbes.com/sites/craigsmith/2025/03/08/the-curious-case-of-chinas-chip-surplus/
- J. Bughin, J.Seong, J.Manyika, M. Chui, R. Joshi: “Notes From The Ai Frontier – Modeling The Impact Of AI On The World Economy”, McKinsey Global Insitute, discussion paper, september 2018, https://www.mckinsey.com/~/media/mckinsey/featured%20insights/artificial%20intelligence/notes%20from%20the%20frontier%20modeling%20the%20impact%20of%20ai%20on%20the%20world%20economy/mgi-notes-from-the-ai-frontier-modeling-the-impact-of-ai-on-the-world-economy-september-2018.ashx
- J.Black, M.Eken, J.Parakilas, S,Dee, C. Ellis, K.Suman-Chauhan, R.J.Bain, H.Fine, M.C.Aquilino, M. Lebret et.al. “Strategic Competition in the Age of AI – Emerging risck and opportunities from military use of artificial Intelligence”, RAND Corporation research, september 6, 2024, https://www.rand.org/pubs/research_reports/RRA3295-1.html
- N. Maslej, L. Fattorini, R. Perrault, Y. Gil, V. Parli, N. Kariuki, E. Capstick, A. Reuel, E. Brynjolfsson, J. Etchemendy, et al., “The AI Index 2025 Annual Report”, Comitatodirettivodell’AI Index, Institute for Human-Centered AI, Stanford University, april 2025, https://hai.stanford.edu/ai-index/2025-ai-index-report
- https://www.nsfc.gov.cn/english/site_1/index.html
- https://www.tsinghua.edu.cn/en
- https://en.zhejianglab.com
- https://www.shlab.org.cn
- https://www.pcl.ac.cn
- https://www.baai.ac.cn/en
- H.M. Chang, W. Hannnas: “Spotlight on Beijing Institute for General Artificial Intelligence – China’s State-Backed Program for General Purpose AI”, Center for Security and Emerging Technology, may 2023, https://cset.georgetown.edu/publication/spotlight-on-beijing-institute-for-general-artificial-intelligence/
- A.Frisoli: “IA in Cina: strategie, aziende e applicazioni”, in agenda digitale, 28 feb. 2025, https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/ia-in-cina-strategie-aziende-e-applicazioni/
- Reuters: “China’s top universities expand enrolment to beef up capabilities in AI, strategic areas”, in Reuters site, 10 mar. 2025, https://www.reuters.com/world/china/chinas-top-universities-expand-enrolment-beef-up-capabilities-ai-strategic-areas-2025-03-10/
- E.Cheng: “Key AI hub China restricts schoolchildren’s use of tech”, in CNBC site, 15 may. 2025, https://www.cnbc.com/2025/05/15/key-ai-hub-china-restricts-schoolchildrens-use-of-the-tech.html
- Morgan Stanley research: “AI in China: A Sleeping Giant Awakens”., May 22, 2025, https://www.morganstanley.com/insights/articles/china-ai-becoming-global-leader
- L. Viniamuri (editor), S. AydınDüzgit, C Bajpaee., A. Cooley, A. de Hoop Scheffer , R. Emmers , T. Fravel, J. Lind, V. Nasr, M. Quencez, C. Stelzenmüller, O. Della Costa Stuenkel, S. Vakil ,A.Zakarol: “Competing visions of International order: Response to US power in a fracturing world”, Royal Institute of International Affarirs, Chatman House research, London 27 march https://chathamhouse.soutron.net/Portal/Public/en-GB/DownloadImageFile.ashx?objectId=11251&ownerType=0&ownerId=206859
- A.McKeil, “On the concept of international disorder”, Sage Journals, International RelationsVolume 35, Issue 2, June 2021, https://journals.sagepub.com/doi/epub/10.1177/0047117820922289
BFJ BrainFactor Journal Num. 17 Vol. 2
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