RIMINI – Si è aperto oggi al Palacongressi di Rimini il 99° congresso nazionale della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), una tre giorni dedicata a “Innovazione e Ricerca: il Futuro della Dermatologia”.
C’è preoccupazione sul fatto che l’80% dei pazienti prima di consultare un dermatologo “cerca online informazioni, con il rischio di diagnosi fai-da-te e trattamenti non appropriati”, considerato che “una quota significativa dei contenuti più visualizzati non è realizzata da specialisti…”
Inoltre, dicono gli esperti, “filtri digitali e immagini diffuse sui social alimentano aspettative irrealistiche e fenomeni come la social media dysmorphia, una tendenza a inseguire modelli irrealistici, con possibili ricadute su autostima, benessere psicologico e rapporto con la propria immagine”.
“La dermatologia è una delle specialità più esposte all’impatto dei social media perché la pelle è visibile, fotografabile e facilmente condivisibile online”, spiega Maria Concetta Fargnoli, ordinario di Dermatologia e Venereologia, Direttore Scientifico dell’Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma e presidente del congresso.
“La crescente esposizione a immagini digitalmente modificate può influenzare profondamente la percezione che le persone hanno della propria pelle, con aspettative difficili da raggiungere”, replica Roberta Giuffrida, ricercatrice presso il Policlinico Universitario Gaetano Martino di Messina e membro del direttivo SIDeMaST.
Infine, in merito all’ormai onnipresente intelligenza artificiale, la posizione degli specialisti non può essere più chiara: “queste nuove tecnologie rappresentano strumenti promettenti e potranno avere un ruolo di supporto nella pratica clinica, ma non possono sostituire il giudizio del dermatologo”. Certo, “l’algoritmo può suggerire un’ipotesi, ma la diagnosi resta del dermatologo”.
Qui il sito dedicato all’evento: https://www.sidemast.org/congresso/2026/
Foto di Alexander Krivitskiy su Unsplash

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