È una sfida che non riguarda solo il settore dell’informazione, ma “il funzionamento delle democrazie, la qualità del dibattito pubblico e la possibilità stessa di costruire una realtà condivisa in società sempre più frammentate e mediate dalle tecnologie digitali”.
Così il collega Antonio Rossano introduce il quarto Rapporto dell’Osservatorio sul Giornalismo Digitale (OGD) del Consiglio Nazionale dell’Ordine Giornalisti (CNOG). Siamo nell’era della “verosimiglianza: non ciò che è apertamente falso, ma ciò che appare credibile, coerente, emotivamente efficace, pur non essendo fondato su un reale processo di verifica”.
“Questa trasformazione – aggiunge – ha anche una dimensione politica: la verosimiglianza è una forma di potere perché agisce prima della riflessione critica, sulle emozioni, sulle paure, sull’identità e sul senso di appartenenza; chi controlla la cornice del racconto non controlla soltanto l’informazione, ma le condizioni in cui le persone interpretano i fatti e prendono decisioni”.
Ed è una dimensione ancora più insidiosa rispetto alle “fake news” e alle bolle dei social quella in cui “stiamo scivolando”, dice letteralmente il presidente Carlo Bartoli, “quella della manipolazione del verosimile, del racconto corretto, equilibrato, magari elegante, ma privo di fondamento, senza riscontro con la realtà e potenzialmente utilizzabile per costruire un’altra realtà; potremmo chiamarlo l’inganno degli inganni”…
Qui il testo integrale del Rapporto presentato il 10 giugno a Roma (pdf):
https://www.odg.it/wp-content/uploads/2026/06/Osservatorio-Rapporto-2026.pdf
Foto di Markus Winkler su Unsplash

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