Solo il 6% dei freelance nel settore del giornalismo e della comunicazione riuscirebbe a trovare opportunità professionali attraverso gli “annunci di lavoro”; per la maggior parte (47,4%), infatti, sembrano funzionare ancora il “passaparola” e la “segnalazione”.
Solo il 15% ce la fa via candidature spontanee, tanto che il 18% ritorna a lavorare per i vecchi clienti; interessante notare poi che a chiudere la classifica vi siano gli eventi di networking (3%), ma anche i social media (6 per cento).
Sono i dati raccolti da un sondaggio su un campione di freelance italiani realizzato tra il 7 e il 17 giugno da Senza Redazione, progetto dedicato a chi lavora come freelance appunto nel mondo della comunicazione e dei media, di cui parla tra gli altri il Digital News Report Italia 2026 curato dal Master in Giornalismo dell’Università di Torino.
“Senza Redazione nasce come piattaforma per raccogliere in maniera sistematica risorse, informazioni e opportunità, con l’obiettivo di coltivare una community solidale e una cultura del lavoro collaborativa”, spiega l’ideatrice Cristiana Bedei, giornalista professionista e freelance anch’essa, già nota ai colleghi per la preziosa newsletter Lavori per chi scrive.
Dei partecipanti all’indagine (116 in totale), 72 si occupano di giornalismo, 34 di comunicazione e uffici stampa, 30 di marketing e contenuti, 27 di social media, 10 di produzione audio e video, 8 di traduzione e revisione testi; 11 di altre attività similari (nel questionario era possibile selezionare più di una risposta).
Qui il link per accedere a Senza Redazione:
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Be the first to comment on "Giornalismo & C, da freelance conta il passaparola"