Nonostante i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 (Sustainable Development Goals – SDGs) risultino “importanti o molto importanti” per il 90% delle famiglie e degli studenti italiani, nonché per la business community (85%), “la politica continua a guardare altrove, schiacciata tra crisi energetiche ricorrenti, incertezza geopolitica, carenza di visioni per un futuro equo e sostenibile”.
Tanto che “l’Italia mancherà molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di natura economica, sociale, ambientale e istituzionale che si era impegnata a raggiungere entro il 2030”. Parola del Rapporto di Primavera dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), presentato quest’oggi alla Borsa di Milano in occasione dell’evento di apertura del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026, alla sua decima edizione.
Nonostante questi “risultati deludenti” – si legge nel rapporto – “gli scenari al 2050 mostrano come politiche coraggiose e coordinate di decarbonizzazione e innovazione, unite a un deciso investimento nell’occupazione giovanile e femminile e in educazione e formazione, possono cambiare le attuali traiettorie di bassa crescita, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze che caratterizzano oggi l’Italia”.
“Una certa narrazione – ha detto oggi il direttore scientifico ASviS Enrico Giovannini – vorrebbe la sostenibilità passata di moda, sacrificata sull’altare della competitività e della difesa; ma i dati dimostrano invece che è vero esattamente il contrario: le imprese italiane che investono in sostenibilità guadagnano produttività e competitività, mentre la finanza sostenibile continua a crescere, non solo in Europa”.
“Chiediamo che gli impegni assunti a livello nazionale e internazionale siano tradotti in azioni coerenti, misurabili e verificabili, affrontando le proprie vulnerabilità strutturali: dalla dipendenza energetica dalle fonti fossili alle disuguaglianze sociali e territoriali, dalla precarietà lavorativa alla mancata piena valorizzazione delle nuove generazioni e del ruolo delle donne”, ha sottolineato la presidente ASviS Marcella Mallen.
Nel Rapporto, che ha avuto il fattivo contribuito più di 300 organizzazioni, vengono inoltre illustrate proposte concrete coerenti con gli impegni presi a livello europeo “che richiederanno all’Italia un deciso cambio di passo su politiche economiche, sociali, ambientali e istituzionali, nella cornice delineata dalla modifica della Costituzione del 2022 e dalla recente approvazione della legge che impone le valutazioni d’impatto generazionale e di genere delle nuove normative”.
Qui il rapporto in versione integrale (pdf):
https://asvis.it/public/asvis2/files/2026/Rapporto_Primavera_2026_WEB.pdf
Foto di Gábor Molnár su Unsplash

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