Neurologi: come ridurre le liste d’attesa, ecco le “raccomandazioni di buona pratica”

ROMA – Su richiesta del Ministero della Salute, la Società Italiana di Neurologia (SIN) ha messo a punto “Raccomandazioni di Buona Pratica Clinico-Assistenziale (RBPCA) per l’appropriatezza della prima visita neurologica”. Le linee guida, che hanno tra gli obiettivi quello di ridurre le visite “non necessarie”, garantendo tempi più rapidi “a chi ne ha davvero bisogno”, sono pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

“Il documento – si legge nella nota stampa SIN – interviene su una delle principali criticità del Servizio Sanitario Nazionale: l’elevata richiesta di visite neurologiche, spesso legata a condizioni molto frequenti che possono essere gestite già a livello di medicina generale, con il risultato di un sovraccarico delle liste di attesa e di un accesso più difficile per i pazienti che necessitano realmente dello specialista”.

Per la cefalea, ad esempio, sarebbe opportuno ricorrere al neurologo solo “in presenza di segnali di allarme” come l’insorgenza improvvisa (ma anche nelle forme croniche tipo “mal di testa per oltre 15 giorni al mese”), il peggioramento progressivo, la comparsa in età avanzata, la presenza di sintomi neurologici associati, mentre le altre condizioni “possono essere seguite inizialmente dal medico di famiglia”.

In merito ai disturbi cognitivi, “viene valorizzato il ruolo del medico di medicina generale nel primo inquadramento diagnostico”, prevedendo l’invio allo specialista “nei casi di peggioramento progressivo non spiegato dagli accertamenti iniziali”, orientando poi a “percorsi più appropriati, come quelli geriatrici, i pazienti con forme avanzate e condizioni di fragilità elevata”.

Nel caso dei tremori il documento distingue tra condizioni che richiedono approfondimento neurologico come “i tremori a riposo, asimmetrici, di nuova insorgenza o associati ad altri disturbi neurologici” e situazioni più lievi che possono essere “gestite in prima battuta sul territorio”.

Le RBPCA sono state sviluppate da un gruppo multidisciplinare composto da neurologi, medici di medicina generale, metodologi, rappresentanti dei pazienti; i quesiti clinici sono stati strutturati considerando come comparatore la gestione in setting non specialistico e valutando outcome rilevanti sia per il paziente (diagnosi tempestiva, identificazione di condizioni neurologiche gravi, qualità di vita) sia per il sistema sanitario (appropriatezza, utilizzo delle risorse, impatto sulle liste di attesa).

Qui il documento SIN nella versione integrale disponibile sul portale SNLG-ISS:

https://www.iss.it/-/rbpca-00138

Foto di Vitaly Gariev su Unsplash

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