Regressione, disturbi del movimento, perdita del linguaggio, epilessia. Trattasi di una rara patologia del neurosviluppo, in codice “Nedamss”. Un team di ricerca coordinato dal prof. Ferdinando Fiumara del Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università di Torino ha identificato un meccanismo biofisico fondamentale alla base di questa sindrome.
Finanziato dalla Fondazione Telethon e dalla Fondazione Cariplo, lo studio, pubblicato in Open Access su Nature Communications, rivelerebbe come “mutazioni del gene IRF2BPL alterino profondamente il comportamento della proteina da esso codificata, provocando la formazione di condensati aberranti, più stabili e meno dinamici rispetto a quelli fisiologici”.
Questi aggregati anomali si accumulano poi nel citoplasma “sequestrando” la proteina normale prodotta dalla copia non mutata del gene, sottraendola così alle sue funzioni fisiologiche nel nucleo cellulare. La conseguente deplezione innescherebbe meccanismi molecolari patologici, tra cui l’aumento dell’espressione del gene WNT1, noto fattore coinvolto nella malattia.
“La ricerca – spiega Fiumara – suggerisce che la sindrome Nedamss e i disturbi correlati a IRF2BPL condividano meccanismi molecolari con altre patologie neurologiche in cui la formazione di aggregati proteici gioca un ruolo centrale, come alcune malattie neurodegenerative: identificare la separazione di fase aberrante come meccanismo chiave offre nuove prospettive per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate”.
Lo studio:
Dell’Oca, M., Boggio Bozzo, S., Vaglietti, S. et al. NEDAMSS syndrome-related truncating and missense mutations are associated with aberrant liquid-liquid phase separation of IRF2BPL. Nat Commun (2026). https://doi.org/10.1038/s41467-026-69781-7
Foto di Sangharsh Lohakare su Unsplash

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