ROMA – Si chiudono i battenti del Vatican Longevity Summit 2026 con la presentazione della prima Carta Etica sull’Invecchiamento in Salute e la Longevità, una “nuova visione della longevità contemporanea: non semplice estensione biologica della vita, ma costruzione di un modello umano, equo e sostenibile dell’invecchiamento nell’epoca delle neuroscienze, delle neurotecnologie e della medicina rigenerativa”.
Non solo salute fisica dunque, ma salute cerebrale, relazioni, autonomia, partecipazione sociale, dignità e qualità della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza; una “longevità integrale” appunto, come tiene a sottolineare Padre Alberto Carrara (nella foto), patron dell’evento: “la grande questione etica contemporanea non riguarda soltanto quanti anni si possano aggiungere alla vita, ma quanta vita possa essere custodita dentro gli anni aggiunti”.
Alla Carta Etica si affianca inoltre un Decalogo per una longevità globale accessibile a tutti, focalizzato sui seguenti principi:
- mettere la salute prima della malattia;
- custodire il cervello come capitale umano;
- trasformare lo stile di vita in medicina quotidiana;
- promuovere una longevità equa e non elitista;
- valorizzare tutte le età della vita;
- favorire ambienti che generano salute;
- integrare scienza, etica e umanesimo;
- coltivare relazioni, senso e partecipazione;
- costruire un nuovo patto intergenerazionale;
- difendere la dignità umana in ogni stagione della vita.
Nell’immagine: Padre Alberto Carrara presenta la nuova Carta Etica (foto gentilmente fornita alla Redazione di Brainfactor dagli organizzatori dell’evento)

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